Sconto Tari fino al 60% come ottenerlo se il Comune non raccoglie i rifiuti · Risoluto
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La Cassazione conferma lo sconto Tari fino al 60% per disservizio nella raccolta rifiuti

Di Giacomo Cascio
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Riduzione Tari fino al 60% per disservizio raccolta rifiuti secondo Cassazione

La Tari è la tassa che ogni cittadino paga al proprio Comune per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani. Anche se il servizio non viene utilizzato direttamente, il tributo è generalmente dovuto. Ma cosa succede quando il Comune non svolge la raccolta in modo regolare o addirittura la omette del tutto? In questi casi, la legge e la giurisprudenza riconoscono al contribuente il diritto a una riduzione sostanziosa della bolletta, fino al 60% dell'importo previsto.

La sentenza della Cassazione del 2020 getta le basi per lo sconto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19767 del 22 settembre 2020, ha stabilito un principio fondamentale. Il caso riguardava un'impresa del Comune di Nola che aveva chiesto una riduzione della Tari per la mancata raccolta dei rifiuti nella propria zona. I giudici hanno chiarito che il tributo è dovuto indipendentemente dall'uso effettivo del servizio, ma solo se l'ente locale ha autorizzato modalità alternative di smaltimento e il servizio è effettivamente istituito e disponibile. Se invece il servizio non viene svolto regolarmente, tanto da impedire all'utente di usufruirne pienamente, scatta il diritto alla riduzione. La percentuale di sconto, secondo la sentenza, dipende principalmente dalla distanza tra l'abitazione del contribuente e il punto di raccolta più vicino.

L'ordinanza del 2023 ribadisce l'obbligo di riduzione

Nel 2023, la Cassazione è tornata sull'argomento con l'ordinanza n. 2374, confermando che la riduzione della Tari in presenza di un disservizio non è una facoltà del Comune ma un obbligo di legge. L'articolo 59, comma 4, del Decreto Legislativo 507/1995 stabilisce che il tributo è dovuto in misura ridotta quando il servizio di raccolta, pur istituito, non viene svolto nella zona dell'utente o viene erogato in grave violazione del regolamento di igiene urbana, impedendo un utilizzo agevole. I giudici hanno sottolineato che il disservizio deve protrarsi per un periodo significativo e non può essere un disagio episodico.

Come ottenere la riduzione fino al 60%

Per chi si trova in una situazione di raccolta carente o assente, il primo passo è raccogliere prove concrete del disservizio: fotografie, video, segnalazioni scritte. Successivamente, è opportuno inviare una richiesta formale al proprio Comune, facendo esplicito riferimento alle sentenze della Cassazione. Se il Comune non risponde o nega lo sconto, si può presentare un esposto alla Procura della Repubblica. La riduzione massima del 60% non è un risarcimento danni, ma un riequilibrio economico tra quanto il Comune spende per il servizio e quanto effettivamente eroga. In pratica, il contribuente versa solo il 40% dell'importo totale. È importante agire tempestivamente: la richiesta deve essere documentata e circostanziata per avere successo.

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Domande e risposte

Cosa dice la sentenza della Cassazione del 2020 sullo sconto Tari?
La Cassazione con sentenza n. 19767/2020 stabilisce che il contribuente ha diritto a una riduzione Tari fino al 60% se il servizio di raccolta rifiuti non viene svolto regolarmente, in base alla distanza dal punto di raccolta.
Qual è la percentuale massima di riduzione Tari per disservizio?
La riduzione massima possibile è del 60% dell'importo previsto, come confermato dalla giurisprudenza della Cassazione.
Come posso richiedere lo sconto Tari per mancata raccolta?
Devi raccogliere prove del disservizio (foto, video, segnalazioni) e inviare una richiesta formale al Comune, citando le sentenze della Cassazione. Se negato, puoi presentare un esposto alla Procura.
Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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