Da quest'anno chi vuole noleggiare un gommone con un motore più potente di 40,8 cavalli ha una nuova strada percorribile. La patente nautica di categoria D, tipo D1, è operativa grazie ai decreti attuativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Questa nuova abilitazione consente di guidare unità a motore con potenza fino a 85 kW, equivalenti a 115,6 cavalli, sempre entro le 6 miglia dalla costa e solo di giorno. Il percorso per ottenerla prevede un corso breve con esame teorico, senza la prova pratica. Ecco tutti i dettagli su requisiti, procedure e sanzioni.
Il perimetro della navigazione senza patente non cambia
L'articolo 39 del Codice della nautica da diporto (decreto legislativo 171 del 2005) esonera dall'obbligo di patente la conduzione di unità fino a 24 metri quando la navigazione resta entro le 6 miglia dalla costa, il motore non supera i 30 kW di potenza, pari a circa 40,8 cavalli, e la cilindrata rispetta le soglie fissate per ciascun tipo di carburazione. Non conta quindi la lunghezza dello scafo, ma la combinazione di potenza, cilindrata e distanza dalla riva. Le moto d'acqua e lo sci nautico restano invece sempre soggetti a patente, qualunque sia la potenza installata.
A chi è rivolta la patente D1
La D1 nasce con l'obiettivo di intercettare chi trova troppo basso il tetto dei 40,8 cavalli, ma non ha bisogno di spingersi al largo o navigare di notte. È il caso tipico di chi vorrebbe un'unità più performante restando comunque entro la fascia costiera e anche quello dei più giovani, dato che l'abilitazione può essere conseguita già a 16 anni. Si tratta di una vera patente nautica, con corso, esame e obbligo di rinnovo periodico come le altre categorie.
Cosa si può guidare con la D1
Chi ottiene la D1 può condurre unità a motore con potenza fino a 85 kW, equivalenti a 115,6 cavalli, sempre entro le 6 miglia dalla costa e solo di giorno. Sotto i 18 anni è possibile condurre natanti entro i 10 metri di lunghezza e, dal compimento della maggiore età, anche imbarcazioni fino a 12 metri. La stessa abilitazione permette anche di condurre moto d'acqua, ma solo entro un miglio dalla riva. La fascia di potenza coperta dalla D1 corrisponde a quella dei gommoni e delle barche a motore più richiesti sul mercato del noleggio, cioè proprio le unità che con il vecchio limite dei 40,8 cavalli restavano fuori portata per chi non voleva affrontare un corso completo.
Il percorso per ottenerla
Il candidato deve frequentare un corso in scuola nautica che unisce un modulo teorico a un minimo di 5 ore di pratica individuale al timone. La verifica finale è affidata a un questionario di 15 quesiti a scelta multipla, tempo massimo mezz'ora e non più di tre risposte errate ammesse. Niente prova pratica, quindi, a differenza di quanto avviene per le altre categorie. Il titolo ha validità decennale e si rinnova, come tutte le patenti nautiche, con certificato medico. Chi la consegue a 16 anni, inoltre, raggiunta la maggiore età, dovrà soltanto sostenere un esame integrativo per ottenere la patente di categoria A, senza dover rifare l'intero percorso formativo.
Età, sanzioni, ordinanze locali
L'arrivo della D1 non incide sui requisiti di età previsti per chi naviga senza alcuna patente. Servono 18 anni per chi comanda imbarcazioni sopra i 10 metri, 16 per chi resta entro quella misura, 14 per chi è al timone di un natante a vela la cui superficie velica supera i 4 metri quadrati. Non cambiano le conseguenze per chi non rispetta i limiti. L'articolo 53 del Codice della nautica da diporto punisce l'assunzione del comando senza l'abilitazione prescritta con una sanzione amministrativa che va da 2.755 a 11.017 euro, raddoppiata per le navi da diporto oltre i 24 metri. Più contenute le sanzioni per chi guida con patente scaduta, da 276 a 1.377 euro, e per chi conduce senza rispettare i requisiti di età pur non avendo bisogno di patente, da 65 a 665 euro. A questo si aggiungono le ordinanze delle Capitanerie di porto, che variano da specchio d'acqua a specchio d'acqua e regolano distanze dalla riva, corridoi di lancio e zone di balneazione. Per chi desidera approfondire le normative sulla sicurezza in mare, è possibile consultare la sezione dedicata agli articoli del Codice della nautica.