Il regime forfettario per le partite IVA è da tempo sotto la lente di ingrandimento della Commissione europea. Nel Country Report 2026, l'Italia è stata nuovamente sollecitata a rivedere le agevolazioni fiscali per i lavoratori autonomi, incluso il tanto discusso regime forfettario con flat tax al 15%. Ma cosa significa esattamente per chi opera con partita IVA? E quali sono gli scenari concreti per i prossimi mesi?
Perché il regime forfettario è sotto osservazione
Secondo la Commissione europea, il regime forfettario presenta alcune criticità strutturali. La minore tracciabilità delle operazioni, l'assenza di contabilità analitica e l'incentivo a mantenere i ricavi entro la soglia di 85.000 euro per non perdere il beneficio fiscale sono elementi che distorcono il mercato. In particolare, si crea una disparità di trattamento tra lavoratori dipendenti e autonomi con redditi comparabili. L'Italia, ancora sottoposta alla procedura per disavanzo eccessivo, non può ignorare queste osservazioni, anche perché il minor gettito stimato è di circa 2,5 miliardi di euro all'anno rispetto all'IRPEF ordinaria.
Gli scenari ipotizzabili per il futuro
Al momento, la flat tax al 15% è confermata per il 2026, ma il dibattito è aperto per i prossimi 24 mesi. Gli scenari possibili sono tre. Il primo è la riduzione della soglia di accesso dagli attuali 85.000 euro a 65.000 o 70.000 euro. Questo colpirebbe i professionisti nella fascia medio-alta, costringendoli a passare al regime ordinario con un aumento del carico fiscale. Il secondo scenario è l'aumento dell'aliquota sostitutiva, portandola dal 15% a una fascia tra il 18% e il 23%. In questo modo, il regime manterrebbe la semplificazione ma ridurrebbe il vantaggio fiscale. Il terzo, più complesso, è l'introduzione di un meccanismo progressivo: l'aliquota agevolata si applicherebbe solo entro una certa soglia di reddito imponibile, mentre la parte eccedente sarebbe tassata ordinariamente.
Chi rischia di più
Non tutti i titolari di partita IVA sarebbero colpiti allo stesso modo. I più esposti sono i professionisti con ricavi tra 60.000 e 85.000 euro, che oggi beneficiano al massimo della flat tax. Anche i lavoratori dipendenti che svolgono attività autonoma in forfettario potrebbero dover rivedere la loro struttura reddituale. Meno rischiano i neo-iscritti con ricavi bassi, che spesso godono dell'aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni. È probabile che qualsiasi riforma preservi questa fascia per non frenare l'avvio di nuove attività.
Per approfondire le basi del regime forfettario, si può consultare la pagina Wikipedia dedicata. Inoltre, chi desidera monitorare l'evoluzione normativa può visitare il sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.