La crisi agrumicola a Ribera torna al centro del confronto tra le organizzazioni dei produttori e il Consorzio di Tutela dell’Arancia di Ribera Dop. L’Associazione Liberi Agricoltori e il Comitato Pro-Verdura intervengono con un comunicato congiunto in risposta alle recenti dichiarazioni del presidente del Consorzio, contestando la valutazione secondo cui i dati diffusi sulla condizione del comparto agrumicolo riberese sarebbero inattendibili.
Le due organizzazioni descrivono una situazione caratterizzata da difficoltà nell’approvvigionamento idrico e da condizioni climatiche che, secondo quanto riportato nel documento, avrebbero sottoposto gli impianti a un continuo stress.
Crisi agrumicola a Ribera, il nodo delle irrigazioni
Al centro della replica ci sono innanzitutto le turnazioni idriche. Liberi Agricoltori e Comitato Pro-Verdura evidenziano che la prima irrigazione sarebbe stata garantita soltanto a partire dai primi giorni di giugno, con conclusione nei primi giorni di luglio.
Le organizzazioni fanno inoltre riferimento a una dotazione stimata in circa 500 metri cubi di acqua per ettaro, da distribuire, nel migliore dei casi, una sola volta al mese.
A questo quadro si aggiungono le temperature che, secondo il comunicato, dalla prima decade di luglio avrebbero stabilmente superato i 45 gradi. Una condizione che avrebbe aggravato lo stress idrico degli agrumeti.
Il timore per il calo delle rese
Uno degli aspetti principali della crisi agrumicola a Ribera, secondo le due organizzazioni, riguarda le possibili conseguenze sulla produzione.
Nel comunicato viene ricordato che fino al 2023 la resa media di un agrumeto riberese si attestava attorno ai 500 quintali per ettaro. Le stime attuali, se confermate, potrebbero invece portare le rese effettive a non raggiungere neppure la metà di questi quantitativi.
Liberi Agricoltori e Comitato Pro-Verdura pongono quindi l’attenzione sull’entità del possibile danno alla produzione lorda vendibile e sostengono di monitorare quotidianamente sul campo le condizioni degli agrumeti.
Chiesti al Consorzio dati tecnici e strategie
Le organizzazioni invitano il Consorzio di Tutela a rendere pubblici gli eventuali dati di rilevamento tecnico e agronomico in suo possesso. Chiedono inoltre di conoscere quali strategie concrete potrebbero essere adottate nell’eventualità in cui le precipitazioni dovessero tardare.
Nel documento viene anche rivolto un invito alla presidenza del Consorzio a fare riferimento alla letteratura agrumicola specializzata sul bilancio idrico necessario a mantenere l’equilibrio vegeto-produttivo delle cultivar di agrumi.
“Il valore dell’Arancia Dop si difende accanto agli agricoltori”
Nella parte conclusiva della replica, Liberi Agricoltori e Comitato Pro-Verdura contestano l’impostazione adottata dal Consorzio rispetto alla crisi agrumicola a Ribera e sostengono che la tutela dell’immagine dell’Arancia di Ribera Dop debba passare dal sostegno concreto ai produttori.
Secondo le due organizzazioni, il valore del prodotto e del brand deve essere salvaguardato affrontando le criticità e portando avanti insieme agli agricoltori le iniziative necessarie per ottenere acqua nei tempi e nelle quantità richieste dalle esigenze agronomiche delle piante.
Il comunicato congiunto è di Paolo Ganduscio, presidente del Comitato Pro-Verdura, e Dino Giovanni D’Angelo, presidente dell’Associazione Liberi Agricoltori.