Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, è intervenuto alla Festa del Fatto Quotidiano per ribadire la propria posizione sul metodo di selezione del candidato premier della coalizione progressista. Il leader pentastellato ha spiegato che il Partito Democratico ha chiarito che per loro vale la regola del partito che prende più voti, ma i Cinque Stelle non accettano questa impostazione. Non possiamo preventivamente metterci nelle mani di un'altra forza politica, ha dichiarato Conte, sottolineando che la regola del partito più forte è una regola egemonica.
La proposta del metodo delle regionali respinta dal Pd
Conte ha ricordato di aver proposto al Pd il metodo utilizzato per le elezioni regionali, dove si sceglie il candidato più competitivo attraverso un confronto aperto. Tuttavia, i democratici hanno risposto negativamente. A quel punto, secondo l'ex premier, si entra nel campo del Pd, che ha sempre fatto le primarie. Io non sono ossessionato da Palazzo Chigi, ha precisato Conte, respingendo l'idea di un accordo basato sulla semplice leadership del partito più grande. La questione del metodo è centrale per il Movimento, che intende mantenere la propria identità e non essere assorbito da logiche di potere consolidate.
Il timing delle primarie secondo Conte
Il leader del M5S ha poi affrontato il tema della tempistica. Ritengo che le primarie non vadano fatte a ridosso della campagna elettorale, ha affermato, spiegando che se dovesse prevalere un candidato e rimanesse una comunità politica disorientata, è giusto che il candidato abbia il tempo per parlare a quella comunità. Occorrono mesi per far comprendere che sarà il candidato di tutta la coalizione. Un passaggio cruciale per evitare fratture e garantire coesione.
L'avvertimento sull'Ucraina e il rischio di escalation
Conte ha anche lanciato un monito sulle divergenze in politica estera. Sull'Ucraina è chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo, ha detto, perché non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi all'Ucraina per un'escalation militare che ci sta portando giorno dopo giorno al terzo conflitto mondiale. Il leader pentastellato ha ribadito che non è possibile per il Movimento Cinque Stelle sottoscrivere un programma che prevede di continuare a fare quello che fa Giorgia Meloni in politica estera. Una posizione netta che segna una distanza profonda dalle scelte del governo attuale e da eventuali derive belliciste.
La presa di posizione di Conte arriva in un momento di confronto interno all'opposizione, dove il tema delle alleanze e dei programmi è cruciale per costruire un'alternativa credibile. Il M5S intende porre condizioni chiare, a partire dal metodo di selezione del leader e dalla definizione di punti programmatici non negoziabili, come il rifiuto dell'invio illimitato di armi. La partita è aperta e le prossime settimane saranno decisive per capire se il centrosinistra riuscirà a trovare una sintesi o se le distanze rimarranno incolmabili.