Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha delineato la linea del governo in vista della legge di bilancio parlando all'Assemblea Generale intitolata "Nessuno costruisce da solo", organizzata dalla Compagnia delle Opere per i suoi quarant'anni di attività. Il titolare del Mef ha spiegato che l'esecutivo sta attendendo la rifinitura del margine di scostamento di bilancio concesso dall'Unione europea prima di chiudere il testo della manovra, che sarà approvato la prossima settimana. Un passaggio tecnico decisivo, perché da Bruxelles dipendono gli spazi effettivi entro cui il governo potrà muoversi senza compromettere i conti pubblici.
Giorgetti ha insistito sul concetto di responsabilità, ricordando che gli anni segnati dalle crisi hanno imposto una gestione "oltremodo prudente, ma doverosa". Il ragionamento del ministro parte da un dato strutturale, cioè l'elevato debito pubblico italiano, che rende indispensabile valutare con attenzione l'effetto dei tassi di interesse. Fronteggiare il rincaro delle materie prime, a partire da quelle energetiche, è un conto, ha osservato, ma affrontare contemporaneamente anche l'aumento del costo del denaro cambia profondamente il quadro delle compatibilità.
La coperta corta e le misure targettizzate
Il ministro non ha nascosto i vincoli. "La responsabilità di chi governa in questo momento è orientata alla prudenza, in un contesto in cui la coperta è corta", ha affermato, precisando che nei prossimi giorni diventeranno pubbliche misure molto targettizzate e ragionate, discusse all'interno del governo. La parola d'ordine resta la rotta sicura, cioè la necessità di non compromettere la sostenibilità delle finanze pubbliche per inseguire consensi di breve periodo. Un approccio che, secondo il titolare del Mef, deriva da riflessioni di puro realismo sulle condizioni dell'economia.
Sul piano delle politiche di sviluppo, Giorgetti ha indicato una ricetta che unisce libertà di mercato ed equilibrio sociale. Il punto centrale, ha spiegato, è puntare sulle componenti dinamiche della crescita, uscendo da una fase in cui la società è stata abituata a una sorta di assuefazione ai trasferimenti e ai sussidi. Il riferimento è a un ritorno al liberalismo sociale, capace di tenere insieme solidarietà e sviluppo, con il principio di sussidiarietà come base declinabile in ogni contesto.
Il principio di sussidiarietà come bussola
Nella parte conclusiva del suo intervento, il ministro ha chiarito il ruolo che attribuisce allo Stato. Compito dell'amministrazione pubblica non è ostacolare la società e le capacità che essa esprime, ma creare le condizioni perché quelle energie si sviluppino. "Il principio di sussidiarietà è a me caro", ha detto, spiegando che il ministero dell'Economia non può pretendere di risolvere con la legge di bilancio i problemi della società, ma deve piuttosto costruire le condizioni perché la società risolva i problemi del ministero. Una visione che sposta l'accento dalla spesa pubblica come risposta automatica alla responsabilità dei corpi intermedi e dei territori.
Il quadro che emerge dall'assemblea della Compagnia delle Opere è quindi quello di una manovra costruita con margini stretti, in attesa del via libera tecnico europeo, e orientata a interventi selettivi anziché a misure diffuse. La prudenza rivendicata da Giorgetti non è presentata come una scelta ideologica, ma come una necessità contabile legata al peso del debito e alla dinamica dei tassi. In questo scenario, come ricordato anche in altri approfondimenti sulla gestione dei conti pubblici italiani, la partita si gioca sulla capacità di selezionare priorità senza allargare la spesa corrente.