La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica alla Prefettura di Palermo. Durante l'incontro, durato diverse ore, la premier ha illustrato un pacchetto di interventi straordinari per contrastare l'escalation di violenza mafiosa che ha colpito la città e la sua provincia nelle ultime settimane. Meloni ha ribadito la volontà del governo di non tollerare atti intimidatori e ha annunciato il possibile coinvolgimento dell'Esercito in operazioni congiunte con le forze di polizia.
I numeri della repressione: 118 operazioni ad alto impatto e 45.000 controlli nelle zone rosse
La presidente del Consiglio ha fornito dati precisi sull'attività repressiva già in corso. Dal 2023 a oggi, solo a Palermo, sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto, con oltre 3.000 unità di polizia impiegate e più di 14.000 persone controllate. Nelle zone rosse istituite a Sferracavallo e allo Zen sono state controllate circa 45.000 persone, di cui quasi 3.500 stranieri, e sono stati allontanati soggetti pericolosi con precedenti penali. Meloni ha sottolineato che i beni confiscati alla mafia restituiti alla collettività sono aumentati del 60% negli ultimi quattro anni, con 128 immobili destinati prevalentemente all'emergenza abitativa. La ricchezza strappata alla criminalità organizzata torna così a beneficio delle famiglie più fragili, ha dichiarato la premier.
Nuove risorse: 90 agenti aggiuntivi e 6 milioni di euro per la sicurezza urbana
Tra le misure annunciate, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha assegnato 90 agenti supplementari per il controllo del territorio, che si sommano agli 850 già destinati all'area metropolitana dal 2025. Inoltre, sono stati stanziati ulteriori 6 milioni di euro per finanziare progetti di sicurezza urbana e potenziare i presidi, portando il totale a 15 milioni. Partirà a breve la sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle zone più a rischio, gestiti direttamente dalla squadra mobile. Le telecamere saranno uno strumento fondamentale per prevenire e reprimere i reati, ha spiegato Meloni.
L'ipotesi dell'Esercito: presidi fissi e modifica del decreto Strade Sicure
La premier ha aperto alla possibilità di coinvolgere i militari dell'Esercito in operazioni congiunte per garantire un presidio fisso del territorio, in particolare nei quartieri più esposti come lo Zen. Se necessario, siamo pronti a intervenire sulle norme che oggi disciplinano l'operazione Strade Sicure, ha affermato Meloni, aggiungendo che l'obiettivo del comitato è trovare soluzioni operative nel più breve tempo possibile per avviare un controllo straordinario e continuativo. Il messaggio è chiaro: lo Stato non lascerà sole le persone per bene e risponderà con determinazione a ogni forma di intimidazione.
Lo svelamento della Fiat Croma di Falcone: un'emozione forte per la premier
Prima della riunione, Meloni ha partecipato alla cerimonia di svelamento della Fiat Croma su cui viaggiava Giovanni Falcone il giorno della strage di Capaci. La presidente del Consiglio ha definito il momento particolarmente emozionante, ringraziando la professoressa Maria Falcone per l'iniziativa. Onorare la memoria di chi ha dato la vita per la legalità significa essere determinati senza mai indietreggiare, ha dichiarato Meloni. La giornata si è conclusa con un omaggio alle vittime della mafia e la riaffermazione dell'impegno dello Stato a contrastare la criminalità organizzata con ogni mezzo disponibile.