Nella mattinata di oggi, su un muro di via Portuense a Roma, è apparsa una scritta intimidatoria indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Nordio ti metto dentro una R4”, firmata Br e accompagnata dalla stella a cinque punte, simbolo delle Brigate Rosse. L'episodio ha immediatamente suscitato la reazione delle più alte cariche dello Stato, con una telefonata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro, seguita da dichiarazioni di condanna da parte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei presidenti di Senato e Camera.
Il gesto intimidatorio e il simbolo eversivo
La scritta, realizzata con vernice rossa, ripropone il linguaggio degli anni di piombo: la sigla Br e la stella a cinque punte evocano le Brigate Rosse, organizzazione terroristica responsabile di omicidi e sequestri negli anni Settanta e Ottanta. Il riferimento alla R4, un modello di mitra spesso associato a quel periodo, rende la minaccia ancora più esplicita e grave. Le forze dell'ordine hanno già avviato le indagini per risalire agli autori del gesto, mentre la Digos ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.
La reazione del Ministro Nordio e la telefonata di Mattarella
Il Ministro Nordio ha reso noto di aver ricevuto una telefonata dal Presidente Mattarella, il quale ha espresso la sua vicinanza. Nel ringraziare, Nordio ha dichiarato: “Il privilegio di servire lo Stato vale il rischio che tutti noi corriamo”. Parole che sottolineano la determinazione del guardasigilli a non lasciarsi intimidire. La telefonata del Capo dello Stato rappresenta un segnale forte di unità istituzionale e di sostegno a chi opera per la giustizia.
Meloni: “Condannare con fermezza, nessuna ambiguità”
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà a Nordio, definendo l'intimidazione “gravissima e inaccettabile”. Sui social ha scritto: “Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità”. Meloni ha inoltre assicurato la vicinanza personale e dell'intero Governo al ministro, ribadendo che lo Stato non si piegherà a minacce eversive.
La solidarietà dai vertici parlamentari
Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito la rievocazione dei crimini delle Br “un insulto alla memoria delle vittime e un intollerabile attacco allo Stato e alla nostra democrazia”. Ha aggiunto che nessuna intimidazione potrà piegare l'azione delle Istituzioni. Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha condannato “ignobili e inquietanti minacce” e ha invitato tutti a contribuire alla battaglia contro l'odio. Le dichiarazioni unanimi testimoniano la compattezza della classe politica di fronte a episodi che tentano di riportare indietro la storia.
Questo episodio si inserisce in un clima di tensione politica, ma le reazioni rapide e ferme delle massime autorità dello Stato dimostrano che il ricorso a metodi terroristici non trova alcuno spazio nella democrazia italiana. Le indagini proseguono per identificare i responsabili, mentre il Ministro Nordio prosegue il suo lavoro senza lasciarsi condizionare.