La 47esima edizione del Meeting di Rimini è entrata nella storia con la visita di Papa Leone XIV, il primo pontefice a partecipare all'evento di Comunione e Liberazione dopo 44 anni dall'ultima volta di Giovanni Paolo II. L'arrivo del Santo Padre in fiera è stato accolto da un entusiasmo straordinario, con circa 60mila fedeli che hanno riempito gli spazi espositivi tra cori e applausi. Un'affluenza che ha superato ogni aspettativa, confermando il profondo legame tra la Chiesa e questo appuntamento culturale che da quasi mezzo secolo anima la riviera romagnola.
L'invito a costruire ponti di pace e amore in un mondo frammentato
Nel suo discorso di apertura, Papa Leone XIV ha ripreso le parole di Sant'Agostino per lanciare un messaggio di speranza e responsabilità. "Il nostro cuore è così grande e capace di amare che non deve essere mai chiuso", ha detto il pontefice, esortando i presenti a cercare la strada per camminare insieme e costruire un mondo di pace. Il richiamo alla profezia del nome stesso del Meeting, "amicizia fra i popoli", ha assunto un significato ancora più profondo in un'epoca segnata da conflitti e divisioni. Il Papa ha citato i suoi predecessori, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, come guide che hanno indicato la misericordia come punto di incontro tra Vangelo e modernità.
La denuncia delle ingiustizie e l'appello a liberare la società dalla cultura della potenza
Il Santo Padre non ha risparmiato critiche ai meccanismi che generano povertà, disuguaglianze e guerre. Ha invitato a liberare la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l'educazione dall'ideologia e il lavoro dall'idolatria del profitto. "Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo", ha esortato, chiedendo pionieri coraggiosi che inizino da sé stessi la conversione richiesta a tutti. Il realismo della misericordia, ha spiegato, non conosce nemici ma solo fratelli e sorelle da incontrare nella verità, anche quando sono avversari.
Il messaggio ai giovani e la celebrazione eucaristica al porto
Rivolgendosi ai numerosi giovani presenti, Papa Leone XIV ha definito il futuro "una promessa, non una minaccia", citando Dante e invitandoli a mettersi in gioco e ad aprirsi a una cattolicità autentica. La giornata si è conclusa con la messa al porto di Rimini, dove almeno 25mila persone hanno partecipato alla celebrazione. Il pontefice ha sottolineato la centralità del servizio, richiamando le parole di Giovanni Paolo II del 1982 sul riposo come occasione di incontro con sé stessi. Ha infine elogiato i valori della Romagna, definita "schietta e di indole gioviale, laboriosa e solidale", ricevendo un caloroso applauso.