Sbarchi in calo e rimpatri raddoppiati: il bilancio di Piantedosi · Risoluto
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Piantedosi annuncia crollo degli sbarchi e raddoppio dei rimpatri nel 2026

Di ItalPress
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi annuncia il calo degli sbarchi e il raddoppio dei rimpatri nel 2026

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha diffuso oggi un messaggio sul suo profilo X in cui traccia un bilancio netto della politica migratoria del governo. I numeri indicano una flessione marcata degli arrivi via mare e un incremento significativo delle espulsioni, con un'attenzione particolare agli accordi bilaterali con i paesi di origine e transito.

Secondo i dati forniti dal titolare del Viminale, gli sbarchi sulle coste italiane hanno subito un calo notevole, mentre i rimpatri sono raddoppiati rispetto al passato. Dal 2023, la collaborazione con Libia e Tunisia ha consentito di fermare oltre 275 mila partenze verso l'Italia. Questo risultato, sottolinea Piantedosi, è il frutto di un'azione diplomatica costante e di un approccio coordinato con i paesi del Mediterraneo.

Un capitolo a parte riguarda i cosiddetti 'Dublinanti', ossia i migranti che secondo il regolamento di Dublino dovrebbero essere ricollocati nello stato di primo ingresso. Dopo anni di stallo, il governo ha intensificato le procedure per impedirne il rientro illegale. In quattro anni, sono state bloccate 80 mila persone. Dal 12 giugno, le richieste di ripresa in carico da parte degli altri stati membri sono state circa cinquanta, ma solo tre trasferimenti sono stati effettivamente eseguiti in Italia.

Il nuovo patto europeo sulla migrazione introduce solidarietà obbligatoria

Piantedosi ha voluto evidenziare il cambio di paradigma rappresentato dal nuovo patto europeo sulla migrazione. Per la prima volta, vengono introdotti meccanismi di solidarietà obbligatoria e permanente, che non si attivano solo in situazioni di emergenza. Questo passaggio, secondo il ministro, è cruciale per una gestione strutturale dei flussi.

Il ministro ha attribuito il merito di questo rinnovato impulso all'impegno del governo Meloni, che ha riportato la questione migratoria al centro dell'agenda europea sin dal suo insediamento. La linea del governo è chiara e si basa su una combinazione di deterrenza, accordi bilaterali e cooperazione con i paesi terzi.

I dati diffusi oggi confermano una tendenza che il governo aveva già annunciato nei mesi scorsi. La riduzione degli sbarchi è accompagnata da un aumento dei rimpatri, un segnale che la strategia adottata comincia a produrre effetti concreti. Tuttavia, le sfide restano numerose, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei richiedenti asilo e la pressione sui centri di accoglienza.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Le opposizioni contestano la narrazione del governo, sottolineando che i numeri vanno letti con cautela e che il problema delle partenze non si risolve solo con gli accordi con i paesi di transito. Intanto, il ministro insiste sulla necessità di una politica europea comune e solidale, che superi le vecchie logiche emergenziali.

In conclusione, il messaggio di Piantedosi dipinge un quadro in chiaroscuro, con risultati positivi sul fronte degli arrivi e dei rimpatri, ma con la consapevolezza che il fenomeno migratorio richiede una gestione di lungo periodo. Il nuovo patto europeo rappresenta un passo avanti, ma la sua attuazione pratica sarà decisiva per il futuro delle politiche migratorie italiane ed europee.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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