Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha definito "un attacco di stampo terroristico allo Stato" quanto accaduto in Val di Susa durante le proteste contro la linea ferroviaria Torino-Lione. In un intervento a Zona Bianca su Rete4, il leader della Lega ha parlato di un'azione pianificata per uccidere, sottolineando che 130 agenti sono rimasti feriti negli scontri, ai quali si aggiungono altri 60 nei giorni precedenti a Bologna. Salvini ha accusato alcuni di tacere di fronte a questi eventi, chiedendo una condanna unanime della violenza.
Le accuse del vicepremier e la proposta di legge sul terrorismo di piazza
Salvini ha annunciato che la Lega sta portando avanti una proposta di legge per introdurre il reato di "terrorismo di piazza". Secondo il ministro, chi rivendica quanto successo in Val di Susa, in un Paese normale sarebbe arrestato la sera stessa per istigazione a delinquere. Ha citato il caso di Mario Roggero, in carcere, mentre coloro che istigano al terrorismo continuano a commentare sui social senza conseguenze. Salvini ha chiesto che tutta la politica condanni senza esitazione ogni episodio di violenza, distinguendo tra manifestazioni pacifiche e atti violenti come il lancio di sassi e molotov contro le forze dell'ordine.
Centri sociali come basi logistiche per la violenza: richiesta di sgombero
Il ministro ha puntato il dito contro i centri sociali, definendoli punti di appoggio logistico per le violenze sia a Torino che a Bologna. Ha sollecitato i sindaci di queste città a procedere con lo sgombero dei centri sociali che istigano alla violenza, senza tentennamenti. Salvini ha inoltre chiesto maggiore tutela legale per le forze dell'ordine, affinché non vengano perseguite automaticamente quando agiscono nell'esercizio del dovere. Rivolgendosi alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, l'ha invitata a riflettere se i suoi sindaci chiamano a raccolta le piazze e queste sfuggono di mano. La Lega propone da tempo che chi organizza una manifestazione firmi una cauzione, per rispondere personalmente dei danni a cose o persone.