Elly Schlein ha scelto la platea della Nuvola, a Roma, per compiere il passo che molti nel centrosinistra attendevano da mesi. Aprendo l'assemblea nazionale del Partito democratico, la segretaria ha annunciato di essere pronta a candidarsi alla presidenza del Consiglio con o senza le primarie, trasformando quella che fino a ieri era un'ipotesi in una dichiarazione politica netta. Il passaggio non è solo simbolico, perché arriva nello stesso giorno in cui l'assemblea ha riscritto una parte dello statuto per consentirle di restare in carica oltre la scadenza naturale.
La Nuvola come punto di partenza di un percorso iniziato nel marzo 2023
Schlein ha collocato il suo intervento in una cornice precisa, ricordando che il cammino del Pd era cominciato proprio in quello spazio il 12 marzo 2023. Da allora, ha sostenuto, è passato un tempo breve ma un'altra epoca. Gli obiettivi che il partito si era dato erano due, l'unità dei democratici e l'unità dell'alleanza progressista, e secondo la segretaria entrambi sono stati raggiunti insieme. «Testardamente unitari e uniti per cambiare l'Italia» è stata la formula scelta, una sintesi che rivendica la faticosa ricomposizione interna dopo anni di fratture.
L'attacco al governo Meloni tra occupazione giovanile e salari
Buona parte del discorso si è concentrata sull'esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Secondo Schlein le piazze che si riempiono in queste settimane esprimono domande vere, diverse tra loro ma con un tratto comune, la richiesta alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete per chi studia, lavora e produce. Il governo, ha aggiunto, sta ignorando queste voci e ha sprecato un'occasione storica, perché con una maggioranza larghissima avrebbe potuto approvare riforme coraggiose e invece si è rivelato il più longevo e il più inconcludente. Sul fronte economico la segretaria ha contestato la lettura dei dati sull'occupazione, sostenendo che la crescita riguarda soprattutto gli over 50 mentre cala per i giovani, e ha ricordato che in quattro anni i salari hanno perso nove punti mentre il carrello della spesa aumentava del 30 per cento.
Il tetto al prezzo del gas e la bacchetta europea trasformata in vittoria
Un passaggio è stato dedicato alla questione energetica. Schlein ha affermato che il governo ha provato a vendere come successo quella che in realtà è stata una bacchetta della Commissione europea, cioè l'adozione del tetto al prezzo del gas che il Pd chiedeva da aprile, sulla scia di quanto fatto in Spagna. Se Meloni avesse risposto a quella proposta sei mesi prima, ha osservato, oggi famiglie e imprese non pagherebbero un salasso. La segretaria ha poi rivendicato la novità rappresentata da un'alleanza progressista unita e competitiva, sostenendo che la maggioranza ha cambiato la legge elettorale per paura di perdere e che il centrosinistra vincerà comunque.
Programma condiviso, primarie possibili e leadership plurale
Sul metodo Schlein ha indicato una sequenza precisa, prima il programma comune e poi la scelta del candidato. Il partito, ha detto, non si tirerà indietro se si terranno le primarie, e la stessa settimana è stata scritta una risoluzione con 21 punti di politica economica e sociale condivisa. Serve però tutta l'alleanza progressista, comprese le regioni governate, in una logica di allargamento e non di restringimento. La candidatura, ha precisato, sarà insieme a un gruppo dirigente diffuso e plurale, con l'ambizione di cambiare anche l'idea di leadership nel Paese. Il riferimento a un'altra donna che ha contribuito in meglio a quella trasformazione è apparso trasparente.
Lo statuto cambia con 602 voti e il congresso slitta dopo le politiche
Sul piano formale l'assemblea ha modificato l'articolo 8 dello statuto con 602 voti a favore, un astenuto e un voto contrario, prorogando il mandato della segretaria in scadenza a marzo. Il congresso slitta se cade nell'anno delle elezioni politiche e l'elezione del nuovo segretario avverrà dopo il voto. Approvato anche un ordine del giorno secondo cui, in caso di primarie per individuare il candidato premier del centrosinistra, il Pd designa la propria segretaria. Un passaggio che consolida la posizione di Schlein e chiude la partita interna, mentre resta aperta quella con gli alleati, come dimostrano le trattative in corso con le altre forze progressiste raccontate nelle cronache politiche delle ultime settimane.