Tajani boccia gli extraprofitti al Meeting di Rimini · Risoluto
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Tajani al Meeting di Rimini boccia gli extraprofitti e chiede un confronto concordato

Di ItalPress
Antonio Tajani al Meeting di Rimini respinge la tassa sugli extraprofitti, auspica accordo volontario con le imprese

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso una netta opposizione a qualsiasi ipotesi di tassazione sugli extraprofitti, definendo il termine stesso una "parolaccia" che sa di Unione Sovietica. Intervenendo al Meeting di Rimini, Tajani ha sottolineato che il suo partito e il governo sono pronti a valutare un contributo volontario e concordato da parte delle aziende, ma respingono qualsiasi misura che assomigli a una tassa punitiva.

La contrarietà alla parola extraprofitti e la proposta di un confronto concordato

Durante l'incontro riminese, il leader di Forza Italia ha ribadito con forza la sua posizione. "Quando sento la parola 'tassa' mi viene l'orticaria", ha dichiarato, aggiungendo che un confronto per chiedere un contributo alle imprese in un momento difficile è giusto, ma deve avvenire in modo concordato. "Un conto è contribuire con un accordo, un conto è abbattere la mannaia delle tasse", ha spiegato Tajani, che ha riaffermato il mantra del suo schieramento: "meno tasse, meno tasse, meno tasse".

Carburanti e proroga della decisione, l'ombra della crisi internazionale

Sul fronte dei carburanti, Tajani ha annunciato che nel Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio si prorogherà la decisione già adottata nell'ultimo Cdm, per guadagnare tempo e preparare un intervento sostanziale che possa avere carattere strutturale. "Stiamo lavorando a tutte le proposte da presentare alla Commissione Europea", ha aggiunto, evidenziando che i 14 miliardi ottenuti grazie allo scostamento di bilancio potranno essere utilizzati per ridurre i costi energetici per famiglie e imprese. Tuttavia, ha precisato che quei fondi non possono essere impiegati per tagliare semplicemente le accise, perché serve una riforma strutturale.

La crisi internazionale e la responsabilità di Italia ed Europa

Il ministro ha infine sottolineato che l'aumento del costo di petrolio, gas e fertilizzanti non è imputabile né all'Italia né all'Europa. "Ci sono guerre in corso e una crisi a Hormuz, la chiave del problema è lì", ha concluso Tajani, riferendosi alle tensioni geopolitiche che stanno alimentando l'inflazione energetica. Il suo messaggio è chiaro: il governo italiano intende agire sul piano interno con strumenti mirati, ma senza ricorrere a misure fiscali punitive che rischiano di penalizzare la competitività del Paese.

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Giornalista della redazione di Risoluto, impegnato quotidianamente a fornire notizie accurate e verificate sul territorio.

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