La legge di bilancio è pronta per l'esame del Consiglio dei ministri. A dichiararlo è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a margine dell'assemblea pubblica di Federchimica a Milano. Il testo approderà in Cdm tra domani e dopodomani, secondo la tempistica indicata dal leader di Forza Italia, che ha voluto chiarire i punti qualificanti della copertura finanziaria prima del passaggio formale in Consiglio.
Il nodo centrale resta quello delle risorse necessarie a sostenere le misure della prossima manovra, in un quadro macroeconomico segnato dal caro energia e da una crescita moderata. Tajani ha escluso in modo netto l'ipotesi di una tassazione sugli extra profitti, definendola una strada che l'esecutivo non intende percorrere. La sua obiezione non è soltanto politica ma anche tecnica, perché la stessa nozione di extra profitto pone problemi di definizione e di misurazione che renderebbero fragile qualsiasi intervento normativo costruito su quella base.
Contributo richiesto a banche e assicurazioni
La soluzione individuata passa invece da un contributo volontario chiesto ai settori finanziario e assicurativo, esteso anche ad altre realtà produttive. Il vicepremier ha spiegato che la richiesta non nasce da una logica punitiva, ma da una necessità di collaborazione in una fase in cui il Paese deve fronteggiare questioni strutturali, a partire dal costo dell'energia, che non si risolvono nell'arco di un solo esercizio di bilancio. Il ragionamento del governo è che in un momento così delicato serva l'aiuto di tutti i comparti capaci di generare margini solidi.
Tra le possibili fonti di copertura Tajani ha citato anche Cassa Depositi e Prestiti, indicata come una delle realtà imprenditoriali in grado di dare un apporto alla costruzione del quadro finanziario. Il lavoro tecnico è in corso con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, impegnato a individuare lo strumento giuridico più adatto a raccogliere le risorse senza distorsioni sul mercato. La scelta della formula, spiega il vicepremier, è decisiva quanto la scelta dei soggetti chiamati a contribuire.
Le banche di prossimità restano fuori
Il punto politicamente più rilevante riguarda le banche di territorio. Tajani ha rivendicato come un risultato ottenuto da Forza Italia la garanzia che gli istituti di prossimità non subiranno particolari gravami e non verranno toccati dalle misure della manovra. Si tratta di una richiesta forte avanzata dal partito durante la trattativa interna alla maggioranza, coerente con la linea storica del centrodestra di governo, attento a non penalizzare il credito locale e il rapporto diretto tra sportelli e piccole imprese.
La cornice complessiva resta quella di una manovra che dovrà coniugare il rigore dei conti pubblici con il sostegno alle famiglie e alle imprese. Il passaggio in Consiglio dei ministri entro un paio di giorni aprirà la fase parlamentare, dove il testo sarà esaminato e potrà essere modificato. Il tema delle coperture, come dimostrano le dichiarazioni di Tajani, è già al centro del confronto politico prima ancora che il provvedimento sia formalmente licenziato, e la partita sulle banche di prossimità rappresenta il primo banco di prova della tenuta della maggioranza. Il dibattito pubblico sul caro energia e sulle risorse per affrontarlo resta il filo conduttore dell'intera operazione, come emerge dalle parole del vicepremier a Milano.