Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato un intervento diretto sulla filiera dei carburanti. Nel corso di un'intervista rilasciata a Rainews24, il titolare del dicastero ha spiegato che l'esecutivo sta lavorando per prorogare gli sconti applicati dalle compagnie petrolifere, definendoli una misura significativa per calmierare i prezzi. L'obiettivo dichiarato è dare continuità a un'iniziativa che, secondo il ministro, ha già prodotto effetti concreti sui listini alla pompa.
Urso ha rivendicato il successo della strategia governativa, ricordando come l'Italia sia stata l'unica nazione in Europa a introdurre un tetto al prezzo dei carburanti. Questa misura straordinaria, ha sottolineato, si è rivelata efficace e servirà a stabilizzare i costi anche nei prossimi mesi. Tuttavia, il ministro ha anche messo in guardia circa la persistenza dell'emergenza energetica, che continua a pesare sulle tasche degli automobilisti e sulle attività produttive.
Vertice di giovedì con tutte le raffinerie nazionali per sciogliere il nodo produttivo
Per affrontare le criticità strutturali, Urso ha convocato per giovedì prossimo un tavolo con tutte le raffinerie presenti sul territorio italiano. La produzione nazionale rappresenta, secondo il ministro, l'anello più debole della catena di approvvigionamento europea. Aumentare la capacità di raffinazione è dunque considerata una priorità assoluta per ridurre la dipendenza dall'estero e garantire maggiore stabilità al mercato interno.
Nel corso dell'intervista, Urso ha citato l'esempio della raffineria Isab di Priolo, che il governo ha salvaguardato negli anni e che oggi è tornata sotto il controllo di una società italiana. Questo caso virtuoso dimostra, secondo il ministro, che è possibile invertire la rotta dopo anni di dismissioni. La vicenda di Priolo viene presentata come modello di una politica industriale che punta a mantenere sul suolo nazionale competenze e infrastrutture strategiche.
Richiesta formale alla Commissione europea per rivedere la logica del Green Deal sulle chiusure
Il tema della raffinazione dovrà essere affrontato anche a livello comunitario. Urso ha annunciato che l'Italia chiederà formalmente alla Commissione europea di intervenire per consentire un aumento della produzione. Il ministro ha criticato l'approccio seguito finora da Bruxelles, che ha spinto verso la chiusura di numerosi impianti in nome della transizione ecologica. Oggi, ha osservato, l'emergenza impone una revisione di quella impostazione.
Sul fronte interno, Urso ha annunciato che ascolterà le compagnie petrolifere insieme al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Al termine del confronto, il governo riferirà alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per definire le prossime mosse. Il dialogo con gli operatori del settore è considerato essenziale per calibrare gli interventi e evitare effetti distorsivi sul mercato.
Accise mobili ed extragettito IVA al centro del pacchetto fiscale allo studio del governo
Oltre alla proroga degli sconti, l'esecutivo sta valutando altre leve fiscali per contenere i prezzi. Urso ha confermato che si sta lavorando sulle accise mobili, un meccanismo che consente di modulare la tassazione in base all'andamento delle quotazioni internazionali. Parallelamente, si studia la restituzione dell'extragettito IVA, generato dall'aumento dei prezzi dei carburanti, che ha garantito allo Stato entrate superiori alle previsioni.
Queste misure si inseriscono in un quadro più ampio di interventi mirati a sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese. Il governo intende procedere con prudenza, bilanciando le esigenze di gettito con la necessità di non aggravare ulteriormente il costo dei carburanti. La priorità resta quella di evitare che l'emergenza energetica si traduca in una recessione per l'economia nazionale.
La strategia delineata da Urso punta dunque su tre direttrici principali. La proroga degli sconti praticati dalle compagnie petrolifere, l'aumento della produzione delle raffinerie italiane e una revisione delle politiche europee in materia di chiusure industriali. Il vertice di giovedì rappresenta il primo passo concreto di questo percorso, che il ministro intende portare avanti con determinazione nei prossimi mesi.