L'INPS ha annunciato l'avvio di una campagna di controllo mirata sulle Dichiarazioni sostitutive uniche (DSU) presentate per ottenere l'ISEE corrente, utilizzato per determinare l'importo dell'Assegno unico e universale. L'iniziativa, comunicata sul sito dell'Istituto, riguarda le domande relative al 2026 e punta a verificare la correttezza dei dati auto-dichiarati dai beneficiari, confrontandoli con le informazioni presenti negli archivi dell'INPS e quelle trasmesse da altre amministrazioni, come l'Agenzia delle Entrate.
L'Assegno unico, introdotto dal decreto legislativo n. 230/2021 e operativo dal 1° marzo 2022, è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico. Il suo ammontare dipende dall'ISEE, calcolato sulla base della DSU. L'attenzione dell'INPS si concentra in particolare sui casi in cui è stato richiesto un ISEE corrente, che consente di aggiornare l'indicatore in presenza di variazioni significative della situazione economica rispetto all'ISEE ordinario. Le verifiche hanno già fatto emergere preliminarmente alcune posizioni con possibili omissioni o incongruenze nei redditi dichiarati, che richiedono ulteriori approfondimenti.
Controlli mirati e comunicazioni individuali
La campagna non coinvolgerà indistintamente tutti i percettori dell'Assegno unico. L'INPS invierà comunicazioni individuali solo a coloro le cui posizioni presentano elementi da chiarire. La comunicazione ha una funzione informativa e di orientamento, spiegando le ragioni del controllo, i possibili effetti sulla prestazione e le modalità per aggiornare la posizione o dimostrare la correttezza dei dati. Ricevere la comunicazione non implica automaticamente un indebito o una sanzione, ma rappresenta un approfondimento istruttorio per garantire la corretta erogazione delle prestazioni.
L'aspetto più immediato riguarda l'importo dell'Assegno unico. Per i beneficiari che riceveranno la comunicazione, fino alla conclusione delle verifiche o all'aggiornamento della documentazione, l'INPS potrà procedere a una rideterminazione temporanea della prestazione secondo le regole previste per l'assenza di ISEE valido. Ciò potrà avere effetto già dalla mensilità di settembre 2026, con un importo temporaneamente più basso. A titolo esemplificativo, l'INPS ha ricordato che a luglio 2026, in assenza di ISEE valido, l'importo mensile era di 58,30 euro per figlio, lo stesso previsto per i nuclei con ISEE superiore a 46.582,71 euro. Al contrario, la fascia ISEE più bassa, fino a 17.468,51 euro, consente importi più elevati, fino a 203,80 euro al mese.
Come regolarizzare la propria posizione
Chi riceverà la comunicazione dovrà verificare attentamente i dati della propria DSU, con particolare attenzione alle informazioni reddituali e alla composizione del nucleo familiare. In caso di errori o dati non aggiornati, sarà possibile presentare una nuova DSU tramite il servizio online dedicato o rivolgersi a un CAF. Se invece si ritiene che le informazioni siano corrette, si potrà fornire all'INPS la documentazione integrativa necessaria, anche presso le strutture territoriali. Una volta chiarita la posizione, l'INPS determinerà l'Assegno unico sulla base dell'ISEE valido e delle informazioni corrette.
Questa iniziativa si inserisce nelle ordinarie attività di verifica previste per garantire che le prestazioni sociali siano erogate in modo coerente con la situazione economica effettiva dei nuclei familiari. Non introduce nuove regole, ma rafforza i controlli per tutelare le risorse pubbliche e assicurare equità nel sostegno alle famiglie.