A tre giorni dal decesso, resta ancora senza un nome certo il senzatetto morto a Canicattì dopo essere stato colpito dalle conseguenze del caldo estremo.
Gli investigatori hanno quindi deciso di procedere con l’analisi del Dna per tentare di risalire alla sua identità.
L’esame sarà effettuato dagli specialisti della polizia scientifica nella camera mortuaria dell’ospedale Barone Lombardo, dove la salma si trova dal giorno della morte.
I precedenti accertamenti non hanno dato risultati: il confronto delle impronte digitali con le banche dati delle forze dell’ordine italiane e romene non ha consentito di individuare con certezza l’uomo.
Il clochard, che avrebbe avuto circa 55 anni, era conosciuto solo da poche persone in città.
Qualcuno lo chiamava Gabriele e lo descriveva come un uomo schivo e poco incline a parlare di sé.
Era solito camminare per le vie di Canicattì indossando abiti pesanti anche nei mesi più caldi.
Al momento del soccorso, nei pressi della villa comunale di viale della Vittoria, aveva addosso pantaloni di lana, un giubbotto e un cappotto, nonostante la temperatura avesse superato i 40 gradi.
Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi.
Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto poco dopo, nonostante i tentativi del personale sanitario di rianimarlo.
Gli accertamenti genetici rappresentano adesso l’ultima strada per restituirgli un’identità e rintracciare eventuali familiari.