La morte dei quattro cuccioli trovati su un terrazzo a Sciacca continua a suscitare reazioni nel mondo politico e associativo.
Sulla vicenda sono intervenuti l’Associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro, il coordinamento cittadino di Noi Moderati e Controcorrente, il movimento fondato da Ismaele La Vardera.
Il caso ha assunto in poche ore una dimensione nazionale. Sul terrazzo erano presenti tre cani adulti e sei cuccioli, esposti al sole e alle temperature elevate. L’intervento della Polizia municipale, dei veterinari dell’Asp e del personale dell’Ufficio Benessere Animale e Randagismo ha permesso di soccorrere gli animali ancora in vita, mentre per quattro cuccioli non è stato possibile fare nulla. Il proprietario è stato denunciato alla Procura della Repubblica.
Strutture turistiche: “Sciacca non può essere processata insieme al presunto responsabile”
L’Associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro esprime dolore e indignazione per quanto accaduto, auspicando che la magistratura accerti rapidamente tutte le responsabilità e che l’eventuale autore risponda delle proprie azioni.
Gli operatori turistici contestano, però, la generalizzazione che si sarebbe diffusa soprattutto attraverso i social network. Espressioni come “vergogna per Sciacca” o inviti a non visitare la città, secondo l’associazione, trasferirebbero impropriamente la responsabilità del singolo sull’intera comunità.
“Sciacca non è il gesto di un singolo”, sostengono le strutture ricettive, ricordando la storia, la cultura, le tradizioni marinare e la capacità di accoglienza della città. Ridurre una comunità di migliaia di persone a un grave episodio di cronaca rappresenterebbe, secondo l’associazione, un’ingiustizia culturale e morale.
Numerose attività ricettive del territorio sono inoltre pet friendly e offrono da anni servizi dedicati agli animali domestici. Gli imprenditori si dichiarano quindi doppiamente colpiti: come cittadini, per la morte dei cuccioli, e come operatori economici, per il danno arrecato all’immagine turistica di Sciacca.
L’associazione seguirà l’evoluzione
giudiziaria della vicenda e non esclude di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale. Questa possibilità verrebbe valutata qualora emergesse un pregiudizio concreto e diretto alla reputazione turistica della città e agli interessi delle imprese rappresentate.
“La tutela degli animali e quella dell’immagine della comunità non sono valori contrapposti”, sottolinea l’associazione, secondo cui entrambe devono trovare spazio all’interno di una società civile.
Noi Moderati chiede risposte all’amministrazione comunale
Una posizione diversa, maggiormente concentrata sulle iniziative politiche e amministrative, arriva da Noi Moderati.
Il coordinatore cittadino Giuseppe Salvatore Sabella, il presidente del Consiglio comunale Ignazio Messina e Caterina Santangelo, componente del Collegio nazionale dei probiviri del partito, esprimono sdegno per la morte dei cuccioli e si associano alle dichiarazioni della parlamentare Michela Vittoria Brambilla.
Il movimento chiede al sindaco e all’assessore competente di riferire alla città quali misure fossero già state adottate per prevenire episodi simili e quali nuovi provvedimenti saranno introdotti dopo quanto accaduto.
Secondo Noi Moderati, infatti, non sarebbe sufficiente esprimere indignazione, ma occorrerebbe intervenire attraverso programmazione, risorse, controlli e attività di prevenzione.
Nel comunicato viene ricordata anche la vicenda del 2018, quando a Sciacca decine di cani morirono dopo essere stati avvelenati. Un episodio che, secondo il partito, avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta nelle politiche locali di tutela degli animali.
Noi Moderati ringrazia infine gli agenti della Polizia municipale e i veterinari dell’Asp per la tempestività e la professionalità dimostrate nelle operazioni di soccorso.
“Di fronte a tragedie come questa non servono parole di circostanza”, afferma Sabella, chiedendo una strategia chiara affinché episodi simili non si ripetano.
La Vardera: “Pene più severe e patentino per i proprietari”
Sulla vicenda è intervenuto anche Ismaele La Vardera, presidente dell’intergruppo parlamentare contro i crimini sugli animali e leader di Controcorrente.
La Vardera ha definito terribili le immagini circolate sui social e ha sostenuto che, di fronte a fatti di questa gravità, la sola denuncia non sarebbe sufficiente. Il movimento annuncia quindi una battaglia politica per ottenere un inasprimento delle pene previste per chi maltratta o provoca la morte degli animali.
Tra le proposte avanzate figura anche l’introduzione di maggiori requisiti per il possesso degli animali domestici, compresa una certificazione relativa all’idoneità del proprietario.
Controcorrente starebbe inoltre valutando l’istituzione di un vero e proprio patentino, da conseguire attraverso un corso specifico, per responsabilizzare chi decide di accogliere un animale.
“Avere un animale non è un gioco”, afferma La Vardera, annunciando che continuerà a occuparsi della vicenda nella sua qualità di presidente dell’intergruppo parlamentare contro i crimini sugli animali.
Le tre prese di posizione partono dalla stessa condanna per la morte dei cuccioli, ma pongono l’accento su aspetti differenti: la necessità di non attribuire a un’intera città la responsabilità personale di un singolo, il dovere dell’amministrazione di rafforzare prevenzione e controlli e la richiesta di rendere più rigorose le regole per chi possiede animali.