Uso improprio permessi Legge 104: Cassazione conferma licenziamento · Risoluto
10

Uso improprio dei permessi Legge 104: la Cassazione conferma il licenziamento per l'autista che ha assistito la madre solo 30 minuti

Di Giacomo Cascio
Licenziamento per uso improprio permessi Legge 104: autista assiste madre solo 30 minuti

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13155/2026, ha ribadito un principio fondamentale: i permessi retribuiti previsti dalla Legge 104 sono concessi esclusivamente per l'assistenza al familiare con disabilità e non possono essere utilizzati per attività personali. La decisione, che ha confermato il licenziamento di un autista-magazziniere, rappresenta un importante monito per tutti i lavoratori che fruiscono di questo beneficio.

La vicenda: solo 30 minuti con la madre in due giorni di permesso

Il caso riguarda un dipendente che aveva richiesto due permessi retribuiti ai sensi dell'articolo 33 della Legge 104 per assistere la madre disabile. Tuttavia, un'agenzia investigativa incaricata dal datore di lavoro ha documentato che l'uomo aveva trascorso con la madre appena una trentina di minuti nel primo giorno e meno di quaranta nel secondo, impiegando il resto del tempo per attività personali o rimanendo nella propria abitazione. A seguito di questi accertamenti, l'azienda ha avviato un procedimento disciplinare che si è concluso con il licenziamento per giusta causa.

Il doppio grado di merito e la conferma della Cassazione

Sia il Tribunale di Torino sia la Corte d'Appello hanno ritenuto il comportamento del lavoratore incompatibile con i doveri di correttezza e buona fede, confermando la legittimità del provvedimento. Il lavoratore ha impugnato la decisione sostenendo che i giudici avessero dato eccessiva importanza al tempo trascorso con la madre, senza considerare la qualità dell'assistenza, l'assenza di intenti fraudolenti e la sua lunga anzianità di servizio. La Cassazione, però, ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che le contestazioni riguardavano la ricostruzione dei fatti, già valutati in modo conforme nei primi due gradi di giudizio. In presenza della cosiddetta doppia conforme, la possibilità di ottenere una diversa valutazione in sede di legittimità è estremamente limitata.

Il principio giuridico: abuso del diritto e violazione del rapporto fiduciario

Pur senza entrare nel merito, la Suprema Corte ha ribadito un principio consolidato: i permessi della Legge 104 sono concessi esclusivamente per garantire l'assistenza al familiare con disabilità e non possono trasformarsi in tempo libero da dedicare a interessi personali. L'uso improprio del beneficio configura un abuso del diritto e determina un duplice danno: il datore di lavoro viene privato ingiustificatamente della prestazione lavorativa e l'ente previdenziale eroga un'indennità per una finalità che, di fatto, non viene rispettata. In questi casi, la violazione del rapporto fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro può essere così grave da giustificare il licenziamento per giusta causa. Non è il semplice conteggio dei minuti a determinare automaticamente l'illegittimità del comportamento ma, quando emerge che la parte prevalente del permesso è stata destinata ad attività estranee all'assistenza, il datore di lavoro può legittimamente contestare l'abuso e, nei casi più gravi, procedere con il licenziamento.

Obblighi di monitoraggio per le pubbliche amministrazioni

La sentenza richiama anche l'attenzione sugli obblighi di monitoraggio dei permessi Legge 104 per le Pubbliche Amministrazioni, che devono trasmettere i dati tramite il portale PerlaPA. La rilevazione riguarda sia i permessi fruiti sia quelli non utilizzati dai dipendenti pubblici che rientrano in specifiche categorie: titolari del beneficio per disabilità personale e caregiver che assistono persone con disabilità grave. Sono esclusi i congedi straordinari. La comunicazione dei dati non è un mero adempimento formale, ma risponde all'obiettivo di verificare il corretto utilizzo delle agevolazioni, prevenire abusi e garantire che i benefici siano effettivamente destinati al sostegno delle persone con disabilità. Il Dipartimento della Funzione Pubblica utilizza le informazioni raccolte per alimentare una banca dati nazionale che consente di controllare l'uso dei permessi e contrastare eventuali irregolarità.

Questa sentenza rappresenta un importante chiarimento per tutti i lavoratori che usufruiscono dei permessi Legge 104: il beneficio è strettamente legato all'assistenza del familiare e qualsiasi uso improprio può portare a conseguenze gravissime, fino al licenziamento. La Cassazione ha ribadito che la fiducia è alla base del rapporto di lavoro e che l'abuso di un diritto concesso per finalità solidaristiche non può essere tollerato.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.