Nuovo intervento nel confronto sulla crisi agrumicola attraverso il presidente Salvatore Daino, replica alla nota congiunta dell’Associazione Liberi Agricoltori e del Comitato Pro-Verdura, ribadendo di non avere mai negato le difficoltà affrontate dai produttori né i problemi legati alla disponibilità idrica.
Il punto sul quale il Consorzio insiste riguarda, invece, la necessità di distinguere le criticità già riscontrate dalla quantificazione dei loro effetti sulla prossima campagna produttiva.
Crisi agrumicola a Ribera, il Consorzio chiede dati verificabili
Secondo il Consorzio, conoscere le difficoltà del territorio non significa poter già formulare valutazioni definitive sulla produzione complessiva dell’Arancia di Ribera Dop.
La posizione espressa è quella di evitare conclusioni considerate premature: previsioni, osservazioni e stime preliminari, secondo il Consorzio, non possono ancora essere trasformate in dati definitivi sulla produzione, così come non sarebbe possibile quantificare i danni economici o anticipare valutazioni sulla qualità senza una metodologia tecnica condivisa.
Il Consorzio respinge inoltre l’interpretazione secondo cui la richiesta di attendere dati oggettivi rappresenterebbe un tentativo di occultare la crisi.
Le domande sulla stima dei danni alla produzione
Nel documento vengono quindi poste alcune domande sulla metodologia utilizzata per valutare gli effetti della crisi agrumicola a Ribera.
Il Consorzio chiede quale sia il campione di aziende preso in considerazione, quali rilievi agronomici siano stati effettuati e quali elementi consentano di sostenere già oggi che la produzione possa risultare dimezzata rispetto alle annate precedenti.
Interrogativi ritenuti necessari quando le valutazioni riguardano una Denominazione di Origine Protetta che rappresenta centinaia di produttori e costituisce un patrimonio economico e territoriale.
La nota precisa anche che nel precedente comunicato del Consorzio non sarebbero state formulate considerazioni relative a “milioni di euro di danni” né a presunte problematiche qualitative. Da qui la richiesta che il confronto si sviluppi sulle dichiarazioni effettivamente espresse.
Stress idrico e produzione, il monitoraggio continua
Il Consorzio riconosce il valore delle segnalazioni provenienti direttamente dagli agricoltori e delle condizioni osservate negli agrumeti. Sottolinea, tuttavia, la differenza tra rilevare situazioni di sofferenza in singoli o numerosi appezzamenti e trasformare queste osservazioni in una previsione certa sull’intera produzione Dop.
Anche l’attesa dell’evoluzione climatica e delle precipitazioni, viene precisato, non equivale a ignorare lo stress idrico già subito dalle coltivazioni. La valutazione conclusiva, secondo il Consorzio, dovrà considerare l’intero ciclo produttivo e tutti i fattori agronomici che possono ancora incidere sul risultato finale.
Il monitoraggio della crisi agrumicola a Ribera proseguirà dunque nelle prossime fasi e il Consorzio annuncia che renderà pubbliche le proprie valutazioni quando saranno disponibili elementi ritenuti sufficienti a sostenerle.
“La Dop si tutela dicendo la verità”
La tutela dell’Arancia di Ribera Dop, secondo la posizione espressa dal Consorzio, non deve essere confusa con una minimizzazione delle difficoltà del settore. L’obiettivo dichiarato è distinguere i fatti dalle previsioni e diffondere informazioni verificabili.
Particolare attenzione viene posta anche alla fase che precede la nuova campagna commerciale e ai rapporti con la grande distribuzione organizzata. Per il Consorzio, GDO, consumatori e produttori necessitano di una Dop “credibile, trasparente e autorevole”.
Da qui l’impegno a proseguire l’attività senza sottovalutare le criticità ma, allo stesso tempo, senza sostenere conclusioni che il Consorzio considera non ancora sufficientemente verificate.
In chiusura, il presidente Salvatore Daino ribadisce vicinanza e disponibilità al confronto con gli agricoltori, chiedendo a tutti i soggetti che intervengono pubblicamente sull’Arancia di Ribera DOP di adottare “stesso rigore, stessi dati, stessa responsabilità”.