L’eccesso colposo in legittima difesa, non era andato per uccidere, ma ha sparato. E’ questa la linea seguita dalla difesa di Ciro Ruvolo, il riberese di 51 anni accusato del delitto di Mahjoub Aymen, tunisino di 31 anni, ucciso il 10 febbraio 2025, nella centralissima via Buoni Amici, a pochi passi dal municipio di Ribera. Gli avvocati Aldo Rossi e Antonio Palmieri hanno discusso oggi al Tribunale di Sciacca nel processo che si celebra con il rito abbreviato.
La difesa ha parlato di una “controreazione del tutto sproporzionata che ha fatto divenire l’aggressore vittima”. Il pm nella precedente udienza aveva chiesto 18 anni di reclusione per Ciro Ruvolo. Per l'accusa la vicenda sarebbe scaturita da un risentimento di Ruvolo nei confronti del nordafricano per una questione economica di poche centinaia di euro.
Il perito nominato dal giudice ha stabilito che Ruvolo era capace di intendere e di volere al momento del fatto. La richiesta di abbreviato condizionato alla perizia era stata avanzata dalla difesa, con gli avvocati Aldo Rossi e Antonio Palmieri, finalizzata a verificare la capacità di intendere e di volere del riberese al momento del fatto e anche la sua capacità di stare in giudizio.
Il consulente della difesa, lo psichiatra Lorenzo Messina, è giunto a conclusioni diverse in merito alla capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento del fatto. Nella prossima udienza eventuali repliche e sentenza.