La città ha intitolato tre luoghi ad Antonino Venezia, Pellegrino Prestia e Giuseppe Prestia, protagonisti della lotta contro il nazifascismo
Sciacca ha reso omaggio questo pomeriggio a tre suoi concittadini che sacrificarono la vita per la libertà. Nel corso di una cerimonia particolarmente sentita sono state scoperte le targhe toponomastiche dedicate ai partigiani saccensi Antonino Venezia, Pellegrino Prestia e Giuseppe Prestia.
Un momento carico di emozione, soprattutto per i familiari presenti, visibilmente commossi nel vedere i nomi dei propri congiunti entrare ufficialmente nella memoria urbana della città. La scopertura delle targhe ha trasformato il ricordo custodito per decenni dalle famiglie in un patrimonio collettivo destinato alle nuove generazioni.
La cerimonia è iniziata all’incrocio tra il ponte della Perriera e via Ovidio, per poi proseguire nei luoghi scelti per le tre intitolazioni. Ad Antonino Venezia, nato a Sciacca nel 1915 e morto durante i combattimenti di Cefalonia il 21 settembre 1943, è stato dedicato il tratto di viadotto compreso tra la rotonda di via Verona e via Madonna della Rocca.
A Pellegrino Prestia, anche lui nato nel 1915, militare della Divisione “Acqui” e fucilato dai tedeschi a Cefalonia dopo la resa del settembre 1943, è stata intitolata la parte del viadotto che collega via Ovidio alla rotonda di via Verona.
Il viadotto sul torrente Cansalamone, tra via Ovidio e via Modigliani, porta invece il nome di Giuseppe Prestia. Nato a Sciacca nel 1917, dopo l’armistizio dell’8 settembre si unì alla Resistenza francese. Catturato dai nazisti, venne fucilato il 16 giugno 1944 a Saint-Martin-de-Brômes insieme ad altri sedici partigiani italiani.
L’iniziativa e' nata da una proposta di Calogero Segreto, presidente della sezione di Italia Nostra. L’intitolazione era stata approvata dalla Giunta comunale nel luglio 2024, prima dell’acquisizione del parere della Società di Storia Patria Agrigentina e dell’autorizzazione della Prefettura.
Da oggi i nomi di Antonino Venezia, Pellegrino Prestia e Giuseppe Prestia sono incisi nei luoghi della loro città.
Un segno permanente che unisce la commozione delle famiglie alla riconoscenza dell’intera comunità saccense



