Il futuro dell’ospedale di Ribera torna al centro del dibattito dopo gli interventi di alcuni professionisti della sanità sulla mancata attivazione di servizi specialistici previsti per il presidio.
Nei mesi scorsi era stato il dottor Domenico Santangelo, primario di Oncologia dell’ospedale di Sciacca, a intervenire sulla mancata apertura del reparto di Malattie Infettive a Ribera.
Più recentemente si è espresso sul tema anche il dottor Fabrizio Pulvirenti, già primario di Malattie Infettive dello stesso presidio.
Il Comitato Zona Disagiata, attraverso Vincenzo Rossello, richiama quindi la politica a una verifica delle scelte effettuate negli ultimi anni e chiede quali siano oggi le prospettive per l’ospedale riberese.
La vicenda è legata anche alla riorganizzazione attuata durante la pandemia.
Nella primavera del 2020, Regione Siciliana e ASP di Agrigento individuarono il presidio di Ribera come struttura destinata alla gestione dei pazienti Covid, anche in considerazione delle difficoltà legate alla presenza contemporanea di pazienti Covid e non Covid negli altri ospedali della provincia.
Nel corso del 2020 furono eseguiti interventi strutturali e di rifunzionalizzazione finalizzati alla realizzazione di spazi per terapia intensiva, terapia sub-intensiva e degenza ordinaria.
Gli interventi erano funzionali alla successiva organizzazione dei reparti dedicati all’emergenza pandemica.
Con la riduzione dell’emergenza sanitaria, nel marzo 2023 il presidio è tornato alle attività ordinarie, compreso il Pronto Soccorso generalista, in attesa del riconoscimento quale ospedale di zona disagiata.
Il riconoscimento del presidio come struttura di zona disagiata rappresenta da anni uno degli obiettivi indicati dal Comitato, in particolare per garantire un servizio di emergenza-urgenza adeguato al territorio.
Secondo Rossello, a questo intervento dovrebbe affiancarsi una scelta sulla destinazione degli spazi e delle strutture realizzati durante la pandemia, valutando anche l'ipotesi di ospitare servizi specialistici come Malattie Infettive o Pneumologia.
Il Comitato chiede quindi di conoscere se il piano di rifunzionalizzazione elaborato negli anni precedenti debba essere portato avanti oppure se siano state individuate soluzioni differenti per il presidio.
A incidere sulle prospettive dell’ospedale riberese è anche la situazione di stallo relativa alla nuova rete ospedaliera regionale. Secondo il Comitato, l’assenza di un quadro definito rende più difficile programmare interventi e servizi per il presidio e, più in generale, per la sanità della provincia.
Rossello richiama infine i ritardi accumulati nell’attuazione della programmazione sanitaria regionale e pone anche il tema del rapporto tra sistema sanitario pubblico e settore privato.
La richiesta del Comitato è dunque quella di una definizione del ruolo dell’ospedale di Ribera nella futura organizzazione della rete sanitaria, indicando quali servizi siano previsti e quali interventi si intendano realizzare.