Dopo avere scontato, tra carcere e affidamento in prova ai servizi sociali, una condanna a 11 anni di reclusione per rapina a una farmacia di Calamonaci mentre si trovava in cella è stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per due anni a Natale Catalano, di 59 anni, di Ribera, che adesso il Tribunale di Agrigento ha revocato accogliendo l'istanza del suo difensore, l'avvocato Francesco Di Giovanna.
Per il difensore manca l'attualità della pericolosità sociale e adesso Catalano collabora con una parrocchia di Ribera dove svolge attività di volontariato.
“I fatti sui quali si fonda il decreto applicativo della misura di prevenzione – scrivono i giudici nel decreto che l’ha revocata - si collocano entro il mese di novembre del 2016, allorquando l'attività criminale è stata interrotta dall’applicazione della misura cautelare, eseguita in regime carcerario. Successivamente a tale epoca non emergono ulteriori episodi rappresentativi di una pericolosità sociale, condizione di certo originariamente grave, ma che va oggi rivalutata alla luce del tempo trascorso (dal 2016 al 2023 in espiazione di pena definitiva e successivamente sottoposto alla misura alternativa dell'affidamento in prova)”.
“Un risultato positivo – motivano ancora i giudici nel decreto - nella risocializzazione connessa alla pena, una rivisitazione del proprio stile di vita ed un allontanamento dagli ambienti dediti al crimine in cui detta pericolosità si è sviluppata”.
Catalano era stato coinvolto anche in un’altra vicenda giudiziaria, quella della tentata rapina e tentato omicidio del coautore di una tabaccheria di Ribera. In quel processo ha subito la pena di 10 anni di reclusione.