La Procura della Repubblica di Sciacca con il sostituto Valeria Pomara ha notificato l'avviso di conclusione indagini a quattro riberesi, due di Santa Margherita Belice e uno di Montevago. I sette sono tutti indagati per la rissa dell'11 gennaio 2026 davanti a un bar di San Margherita Belice. I riberesi si sarebbero fronteggiati con i belicini e per due dei sette sono state necessarie le cure dei medici del pronto soccorso.
Gli indagati sono Alessandro e Giuseppe Tavormina, di 47 e 28 anni, zio e nipote, entrambi di Ribera come Gianpietro Internicola, di 28 anni, e Samuel Amari, di 31.
Sul versante belicino indagati i margheritesi Nicolas Gianpaolo, di 19 anni, e Andrea Mulè, di 18, e Calogero Gianpaolo, di 24 anni, di Montevago.
L’avvocato Francesco Di Giovanna assiste Calogero e Nicolas Gianpaolo e Andrea Mulè. Per quanto riguarda i riberesi l’avvocato Giovanni Di Caro difende Giuseppe Tavormina e Samul Amari, l’avvocato Rita Zicari assiste Alessandro Tavormina, mentre Gianpietro Internicola ha nominato l’avvocato Giuseppe Scorsone.
I due Tavormina hanno subito lesioni al volto e sono stati poi refertati all’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera. I riberesi avrebbero assunto atteggiamenti molesti nei confronti degli avventori di un locale, arrecando disturbo e creando un clima di tensione. Questo avrebbe determinato la reazione da parte dei belicini e la rissa.