Trentaseimila e cinquento euro per un dossier di circa 50 pagine.
È questo il dato da cui parte la contestazione dei gruppi consiliari di opposizione al Comune di Sciacca sulla candidatura della città a Capitale italiana della Cultura 2027.
In un comunicato, i consiglieri chiedono all’Amministrazione comunale di chiarire i costi sostenuti per la predisposizione del documento realizzato da Mediterranea Arte, le attività effettivamente svolte e le procedure che hanno portato all’affidamento dell’incarico.
Secondo quanto sostenuto dall’opposizione nella nota a firma di Calogero Bono, Filippo Bellanca, Ignazio Bivona, Alessandro Grassadonio, Ignazio Messina, Giuseppe Catanzaro, Clelia Catanzaro, Giuseppe La Bella, Isidoro Maniscalco, Gaetano Cognata e Lorenzo Maglienti, l’incarico sarebbe stato disposto sulla base di un atto di indirizzo del sindaco Fabio Termine che indicava sia il soggetto destinatario sia l’importo previsto.
Una circostanza che, a giudizio dei firmatari, merita approfondimenti per verificare il rispetto delle competenze degli uffici comunali e delle disposizioni che regolano gli affidamenti pubblici.
I consiglieri precisano che non è in discussione l’importanza degli investimenti culturali, ma la necessità di garantire un rapporto adeguato tra le somme spese e le prestazioni ricevute.
Nel documento viene richiamata anche l’esperienza di Monreale, città che ha partecipato alla stessa selezione risultando vincitrice.
Stando alle informazioni in possesso dei gruppi di opposizione, il Comune di Monreale avrebbe portato avanti il percorso senza sostenere costi per un incarico analogo.
Un confronto che, secondo i consiglieri, richiede ulteriori verifiche per comprendere le differenti scelte organizzative e le modalità di utilizzo delle risorse pubbliche.
Un altro punto riguarda le eventuali collaborazioni retribuite tra Mediterranea Arte e associazioni locali, professionisti o altri soggetti coinvolti nelle attività legate alla candidatura.
L’opposizione riferisce di aver presentato un’istanza di accesso agli atti per ottenere informazioni e documenti su questo aspetto, senza avere ancora ricevuto una risposta dagli uffici comunali.
Da qui la richiesta di un riscontro formale che consenta di ricostruire eventuali incarichi aggiuntivi, i relativi costi e le modalità di finanziamento.
I gruppi consiliari chiedono all’Amministrazione di rendere noti i dettagli economici dell’incarico, le ragioni della scelta del destinatario, le prestazioni effettivamente realizzate e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.
I firmatari sottolineano di non voler anticipare giudizi o formulare accuse, ma di ritenere indispensabili risposte documentate per consentire al Consiglio comunale e alla cittadinanza di valutare l’impiego delle risorse.