Controlli dei carabinieri nell’Agrigentino contro l’illegalità nel settore commerciale e a tutela della sicurezza alimentare. Le attività, condotte dalle stazioni di Licata e Ravanusa, hanno portato al sequestro di un’autobotte, un uomo è stato denunciato e allo smaltimento di oltre 600 chilogrammi di prodotti ortofrutticoli privi di tracciabilità.
A Ravanusa i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria un uomo di 51 anni del posto, ritenuto responsabile dell’ipotesi di reato di commercio di sostanze alimentari nocive. L’uomo è stato sorpreso mentre conferiva acqua destinata al consumo umano presso un’abitazione privata, prelevandola da un’autobotte.
Gli accertamenti hanno evidenziato l’assenza del documento di trasporto, dell’autorizzazione igienico-sanitaria, dell’attestazione di provenienza della risorsa idrica e dell’iscrizione tra i fornitori autorizzati da Aica. Sul posto è intervenuto anche personale dell’Asp di Agrigento, che ha effettuato il campionamento dell’acqua per le successive analisi di laboratorio. L’autobotte è stata sequestrata.
A Licata, nell’ambito di un servizio contro il commercio abusivo ambulante su aree pubbliche, i militari hanno controllato due venditori risultati privi delle necessarie autorizzazioni e della documentazione sulla tracciabilità dei prodotti.
In corso Umberto è stato controllato un quarantatreenne del posto che vendeva circa 38 chilogrammi di frutta da un motocarro. In via Mazzini, invece, è stato controllato un quarantunenne residente a Ravanusa mentre commerciava circa 600 chilogrammi di verdura a bordo di un furgone.
Per entrambi sono state elevate sanzioni amministrative di 3.656 euro ciascuno. I prodotti ortofrutticoli, privi delle necessarie garanzie di provenienza e tracciabilità, sono stati avviati allo smaltimento tramite una ditta autorizzata.