La Rti guidata da Massinelli & Partners Consulting ha presentato alla Regione Siciliana un'istanza di riesame in autotutela con cui chiede la sospensione della procedura relativa al progetto di rilancio delle Terme di Sciacca e la riammissione della propria proposta alla fase di valutazione.
Secondo il raggruppamento, alcune conclusioni contenute nel decreto regionale sarebbero il risultato di possibili errori tecnici e metodologici che potrebbero essere chiariti attraverso un confronto con l'Amministrazione.
Nel documento diffuso alla stampa, la Rti evidenzia che il proprio progetto prevede un investimento complessivo di oltre 51 milioni di euro per il recupero del complesso termale e sostiene che il piano economico-finanziario rispetti i parametri di sostenibilità richiesti dalla normativa nazionale ed europea.
La richiesta avanzata alla Regione punta quindi a consentire un ulteriore approfondimento prima dell'esclusione definitiva dell'offerta.
Tra gli aspetti contestati figura il calcolo del costo medio del capitale che secondo la Rti sarebbe stato sovrastimato a causa di un possibile doppio computo del cosiddetto "rischio Paese" e dell'applicazione di un'aliquota ritenuta non corretta.
A giudizio dei proponenti, una diversa elaborazione dei dati porterebbe a una valutazione positiva della redditività del progetto.
Un secondo rilievo riguarda il trattamento dell'Imu all'interno del piano finanziario.
La Rti sostiene che l'istruttoria abbia applicato l'inflazione soltanto ai tributi e non ai ricavi, alterando così l'equilibrio economico della proposta.
Viene inoltre precisato che le somme destinate a coprire eventuali imprevisti di cantiere sarebbero già presenti sotto forma di una riserva di liquidità vincolata pari a 4 milioni di euro, nonostante l'assenza di una specifica voce nei fogli di calcolo.
Il raggruppamento ritiene inoltre che le eventuali incongruenze individuate avrebbero potuto essere affrontate attraverso il soccorso istruttorio previsto dal Codice dei contratti pubblici, anziché determinare l'esclusione dell'offerta.
Per questo motivo chiede alla Regione un nuovo esame tecnico della documentazione.
Nella nota vengono anche illustrate le caratteristiche del progetto presentato, che prevede un piano di sviluppo più ampio rispetto al solo nucleo storico delle Terme.
La proposta comprende infatti anche il recupero degli alberghi San Calogero e dell'ex ospedale, con un investimento complessivo che, secondo la Rti, potrebbe raggiungere circa 118 milioni di euro attraverso una seconda fase dell'intervento e l'attivazione di ulteriori risorse pubbliche.
Secondo il raggruppamento, il progetto consentirebbe di incrementare la capacità ricettiva, ampliare i periodi di apertura delle strutture e generare maggiori ricadute economiche e occupazionali per il territorio, oltre a un incremento delle entrate derivanti da canoni e tributi locali. Si tratta tuttavia di valutazioni contenute nella documentazione della Rti e sottoposte alla richiesta di riesame rivolta all'Amministrazione regionale.