Giuseppe Centorbi, il bracciante agricolo di 55 anni protagonista del triplice omicidio avvenuto nel giugno del 2011 a Butera, lascerà la Rems dove era ricoverato da oltre un decennio per essere trasferito in una Comunità terapeutica assistita.
La decisione è stata assunta dal magistrato di sorveglianza di Catania, che ha accolto l'istanza di riesame presentata dal difensore dell'uomo, l'avvocato Salvo Macrì. Alla base del provvedimento vi è la valutazione secondo cui la pericolosità sociale di Centorbi si sarebbe progressivamente ridotta nel corso degli anni.
La vicenda risale al giugno del 2011, quando nelle campagne di contrada Desusino, nel territorio di Butera, furono uccisi Filippo Militano, la moglie Giuseppa Carlino e il figlio tredicenne della coppia.
In primo grado Centorbi era stato condannato all'ergastolo. Successivamente, però, la Corte d'assise d'appello di Caltanissetta lo assolse ritenendo che, al momento dei fatti, fosse totalmente incapace di intendere e di volere. Dopo quella decisione fu applicata una misura di sicurezza con il ricovero in una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), dove è rimasto per più di dieci anni.
Secondo quanto sostenuto dalla difesa, il quadro clinico del cinquantacinquenne avrebbe registrato un costante miglioramento nel tempo. Il magistrato ha quindi disposto il trasferimento in una Comunità terapeutica assistita, una struttura che prevede un regime meno restrittivo rispetto alla permanenza in Rems.
Il provvedimento non comporta tuttavia la cessazione delle misure di controllo: Centorbi resterà infatti sottoposto alla misura della libertà vigilata per la durata di un anno