Poteva assumere proporzioni ancora più drammatiche il furto messo a segno al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, il MuMe.
Secondo le prime informazioni emerse dopo l’incursione, sarebbero state sei le opere prese di mira, mentre due sono state ritrovate poco dopo all’esterno della struttura. Restano invece da recuperare quattro preziosi lavori riconducibili ad Antonello da Messina.
A consentire il ritrovamento delle due tavole sono stati alcuni cittadini che, passando lungo viale della Libertà, hanno notato le opere lasciate su un muretto nei pressi del museo e hanno avvertito le forze dell’ordine.
Tra i beni sottratti figurano tre tavole appartenenti al Polittico di San Gregorio e una piccola tavola dipinta su entrambi i lati, raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà.
Quest’ultima sarebbe stata prelevata direttamente da una teca dotata di sistemi di protezione.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione ogni fase dell'azione. Una delle ipotesi al momento è che i responsabili siano riusciti ad accedere all'edificio attraverso un ingresso secondario.
Ad agire sarebbero state tre persone con il volto coperto. Qualcosa, però, potrebbe aver interrotto il piano: i malviventi avrebbero infatti lasciato per strada due delle opere portate via, circostanza che potrebbe indicare un'improvvisa necessità di allontanarsi rapidamente.
Sul posto sono arrivati gli investigatori e gli specialisti della Polizia scientifica, impegnati nell'analisi degli ambienti e nella raccolta di elementi utili a identificare gli autori.
Un elemento particolarmente significativo riguarda la via utilizzata per lasciare l'area del museo. Una porzione della ringhiera che separa il complesso dal controviale di viale Annunziata sarebbe stata rimossa.
Il passaggio conduce verso un cancello laterale normalmente destinato a utilizzi eccezionali, tra cui le operazioni legate alla movimentazione delle opere d'arte. Gli investigatori stanno verificando se proprio da quel punto i ladri abbiano fatto perdere le proprie tracce.
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha fatto sapere che i sistemi di allerta e videosorveglianza della struttura risultavano regolarmente operativi. Le registrazioni acquisite sono ora esaminate dagli investigatori e potrebbero fornire informazioni decisive sugli spostamenti dei responsabili.
Parallelamente è stata disposta una verifica interna per ricostruire le procedure di sicurezza adottate nella notte del furto e accertare eventuali responsabilità.
Profonda amarezza è stata espressa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato l'eccezionale valore delle opere sottratte e ha assicurato la collaborazione del ministero con le autorità impegnate nelle ricerche.
Preoccupazione anche da parte del sindaco di Messina Federico Basile, che ha evidenziato la particolare coincidenza temporale dell'episodio: il furto sarebbe avvenuto nella serata di Ferragosto, mentre la città era impegnata nelle celebrazioni legate alla tradizionale Processione della Vara.
Per l'assessore comunale alla Cultura Enzo Caruso, si tratta di un'azione che presenta caratteristiche particolarmente organizzate.
Il valore delle opere, ha sottolineato, è difficilmente quantificabile proprio per la loro rilevanza storica e artistica.
Ora l'obiettivo prioritario è individuare le quattro opere ancora mancanti e ricostruire l'intera dinamica dell'incursione.
Per Messina non si tratta soltanto della sottrazione di importanti testimonianze artistiche: ad essere coinvolto è uno dei simboli più riconoscibili della storia e dell'identità culturale della città.