Caro gasolio Sicilia: pescatori a Palermo, Sciacca in testa · Risoluto
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Caro gasolio in Sicilia, Sciacca traina la protesta a Palermo

Di Veronica Gallo
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Protesta caro gasolio in Sicilia

Pescatori siciliani in viaggio questa mattina verso Palermo per protestare contro il caro gasolio in Sicilia. Le marinerie, con in testa quella di Sciacca, saranno davanti alla sede dell’Assemblea regionale siciliana per un sit-in con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla difficile situazione economica attraversata dal comparto della pesca.


Forte la partecipazione da Sciacca, da dove sono partiti due pullman diretti nel capoluogo. Altri mezzi stanno raggiungendo Palermo dalle altre marinerie coinvolte nella mobilitazione.


Al centro della protesta c’è soprattutto il costo del carburante, diventato insostenibile per diverse imprese. Dopo la conclusione del fermo biologico, lo scorso 30 settembre, le marinerie di Sciacca, Licata, Porto Empedocle, Scoglitti e Porto Palo di Capo Passero non hanno ripreso l’attività. I motopesca sono rimasti ormeggiati nei porti perché tornare in mare, con gli attuali costi, sarebbe antieconomico.


Caro gasolio in Sicilia, il confronto con Galvagno


La manifestazione di oggi arriva dopo il confronto avvenuto ieri pomeriggio con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno.

La videoconferenza era stata formalmente con il presidente dell’Ars ha visto la partecipazione delle marinerie siciliane.

Durante l’incontro i rappresentanti dei pescatori hanno illustrato la situazione che il settore sta attraversando a causa del caro gasolio in Sicilia e le difficoltà che impediscono alle imprese di riprendere regolarmente l’attività.

Galvagno ha ascoltato le richieste avanzate e ha garantito che, dopo i necessari approfondimenti, fornirà una risposta nei prossimi giorni. Alla videoconferenza erano collegati anche funzionari dell’ufficio legislativo dell’Ars.


Le richieste delle marinerie alla Regione


Alla mobilitazione si accompagna un documento con le richieste avanzate dal coordinamento delle marinerie alle istituzioni regionali. Il testo è indirizzato al presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, e ai presidenti delle commissioni Bilancio e Attività produttive.

Il coordinamento delle marinerie ha proclamato lo stato di agitazione e sollecita interventi urgenti per affrontare la crisi economica e sociale del settore.


Tra le richieste figura l'incremento ad almeno 15 milioni di euro del Fondo di solidarietà regionale della pesca e dell’acquacoltura, comprendendo i 5 milioni già presenti per contrastare il caro gasolio. Viene inoltre richiesto uno stanziamento di 10 milioni di euro per le imprese di pesca e di 5 milioni per compensare le perdite economiche degli equipaggi, insieme all'attivazione dei prestiti agevolati destinati alle imprese del comparto.


Credito d’imposta, mutui e ristori tra le proposte


Le marinerie chiedono anche alla Regione di intervenire nei confronti del Governo nazionale per ottenere la proroga del credito d’imposta fino al 31 dicembre 2026.

Tra le altre proposte ci sono la modifica dei criteri dei ristori alle imprese, con l'innalzamento del contributo massimo da 80 mila a 120 mila euro, l'apertura di un tavolo tecnico per semplificare il sistema del logbook e la sospensione fino alla fine dell'anno dei pagamenti di mutui, finanziamenti e leasing, oltre che dei versamenti fiscali e contributivi e delle relative attività di riscossione.


Il documento contiene anche la richiesta di ripristinare gli sgravi previsti dalla legge 30 del 1998 secondo le percentuali originarie e di convocare urgentemente un incontro a Palermo con le istituzioni regionali.


Federconsumatori: mobilitazione contro carovita e caro energia


La protesta dei pescatori si inserisce in un quadro più ampio di mobilitazioni contro l'aumento dei prezzi dei carburanti e dell'energia. Federconsumatori Sicilia ha annunciato la partecipazione alle manifestazioni organizzate da La Via Maestra, rete alla quale aderiscono oltre cento associazioni, contro carovita, caro carburanti e rincari delle bollette di gas e luce.

Federconsumatori segnala inoltre le conseguenze degli aumenti dei carburanti sulla Sicilia, dove viene raffinato fino al 40 per cento del petrolio lavorato in Italia. L'associazione sottolinea anche l'effetto a cascata che il maggiore costo del trasporto su gomma determina sui prezzi delle merci.

Le iniziative prenderanno il via il 9 ottobre con un presidio a Messina. Seguiranno un incontro pubblico a Trapani il 12 ottobre, una manifestazione a Catania il 13 e una a Palermo il 14. Il 17 ottobre è prevista la manifestazione nazionale a Roma.


Tra le proposte di Federconsumatori figurano maggiori controlli contro le speculazioni sui prezzi, sconti reali e duraturi sui carburanti, il disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità da quello del gas, la riduzione al 10 per cento dell'Iva sui prodotti energetici e una maggiore spinta alle energie rinnovabili e alla mobilità elettrica.

Veronica Gallo

Veronica Gallo

Content Editor

Digital Marketing Expert e Content Editor. Il suo lavoro si divide tra la creazione di strategie digitali orientate ai risultati e la scrittura di contenuti editoriali. Crede nel valore dell’informazione chiara, strategica e ben raccontata.

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