La Sicilia si prepara ad affrontare una domenica all’insegna del caldo e della stabilità atmosferica. Il dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana ha emesso l’avviso valido per le 24 ore di domenica 12 luglio.
Secondo il bollettino, un promontorio anticiclonico sull’Europa sud-occidentale garantirà cielo sereno e assenza di precipitazioni significative su tutto il territorio regionale. Le temperature massime sono previste in ulteriore aumento, con valori percepiti fino a 37°C in alcune delle principali città dell’Isola. I venti saranno deboli e variabili, con brezze moderate lungo le coste nelle ore pomeridiane. L’umidità minima nei bassi strati della troposfera sarà compresa tra il 30% e il 50%.
Il bollettino del Ministero della Salute indica per il 12 luglio il Livello 1 (colore giallo) per le ondate di calore a Catania e Messina, dove la temperatura massima percepita raggiungerà i 37°C, e a Palermo, dove sono previsti 35°C percepiti. Si tratta di condizioni meteorologiche che possono precedere ondate di calore più severe, pur non rappresentando un rischio immediato e generalizzato per la salute.
Sul fronte degli incendi boschivi e di interfaccia, la pericolosità è classificata come media in tutte le province siciliane. In considerazione della Campagna estiva Antincendio Boschivo, avviata il 15 maggio, la Protezione civile ha dichiarato il livello di preallerta (colore arancione) per tutte le nove province dell’Isola. Le condizioni meteo-climatiche e lo stato di secchezza della vegetazione possono favorire roghi di elevata intensità e rapida propagazione. La preallerta prevede che i sindaci mantengano attivi i contatti con le strutture operative locali, le Prefetture, le province e la sala operativa regionale per il monitoraggio del territorio.
L’ondata di caldo interessa anche il resto del Paese. Coldiretti segnala che temperature eccezionali e precipitazioni ancora ben al di sotto della media stanno aggravando la siccità, con ripercussioni su raccolti e allevamenti. Tra le prime criticità vengono indicate le risaie, dove il protrarsi del deficit idrico potrebbe determinare una riduzione della produzione fino al 30%, come già avvenuto nel 2022. Difficoltà sono segnalate anche per pascoli, mais, pomodoro, ortaggi e frutta.
Secondo Coldiretti, lo stress termico ha già causato una riduzione della produzione di latte fino al 20%, mentre i costi energetici degli allevamenti sono aumentati del 30% per garantire il funzionamento degli impianti di raffrescamento. Anche le aziende cerealicole e ortofrutticole registrano un incremento dei costi per l’irrigazione compreso tra il 20% e il 25%.