La riunione della Giunta regionale siciliana si è conclusa con l’approvazione dei tredici provvedimenti inseriti nell’ordine del giorno.
A catalizzare l’attenzione, però, era soprattutto il possibile passo indietro del presidente della Regione, Renato Schifani, dopo lo scontro politico con i vertici di Forza Italia sulla sua eventuale ricandidatura alla guida di Palazzo d’Orléans.
Al termine dei lavori non sono arrivate indicazioni in questa direzione.
Schifani, infatti, non ha annunciato né fatto riferimento a possibili dimissioni. Anche l’ultimo punto previsto dall’ordine del giorno, dedicato alle comunicazioni del presidente, non ha portato novità sul fronte della crisi interna al partito.
La seduta ha riguardato diversi temi amministrativi.
Tra le decisioni assunte figura la nomina del direttore del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario regionale.
Approvato anche il protocollo d’intesa tra la Regione Siciliana e la Procura distrettuale di Catania, che consentirà l’assegnazione temporanea di personale regionale agli uffici della Procura.
La Giunta ha inoltre esaminato gli schemi dei decreti attuativi relativi agli interventi destinati alle imprese agricole e della pesca per fronteggiare l’aumento dei costi del carburante.
Tra i provvedimenti anche quello relativo alla revoca e al successivo conferimento dell’incarico di mobility manager.
Sul piano politico, tuttavia, resta aperta la questione del rapporto tra Schifani e Forza Italia.
Nelle ultime ore si erano moltiplicate le indiscrezioni su possibili dimissioni del governatore, alimentate dalla tensione seguita alle dichiarazioni del commissario regionale del partito, Nino Minardo, sulla ricandidatura di Schifani per un secondo mandato.
Le voci avevano caratterizzato l’intera giornata di ieri, mentre oggi lo scenario sembra essersi almeno momentaneamente raffreddato. L’assenza di qualsiasi riferimento alle dimissioni durante la riunione della Giunta rappresenta infatti un segnale che rende, per ora, meno concreta l’ipotesi di un’immediata uscita di scena del presidente della Regione.
La partita politica, però, rimane aperta.
Il nodo della candidatura per il secondo mandato e i rapporti con i vertici di Forza Italia continuano a rappresentare uno dei principali elementi di tensione all’interno della maggioranza siciliana.