L’ipotesi di posticipare l’inizio delle lezioni in Sicilia non può essere accolta. A dirlo è l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale Mimmo Turano, che richiama i vincoli legati alla durata dell’anno scolastico e al calendario degli esami.
“Intanto, perché l’anno scolastico, per legge, deve avere una durata di 206 giorni e poi perché la scuola finisce il 9 giugno, il 16 giugno cominciano gli esami di Stato, dal 9 al 13 giugno i docenti saranno riuniti per gli scrutini e le ammissioni agli esami di maturità mentre dal 14 giugno si insedieranno come commissari. Se il caldo perdura per un altro mese cosa facciamo, teniamo le scuole chiuse?”, ha detto Turano.
L’assessore ha quindi evidenziato il problema delle condizioni degli edifici scolastici e degli impianti. “Il problema esiste e posso già anticipare che la prossima emergenza si presenterà nel mese di dicembre, quando scopriremo che le caldaie non funzionano”, ha osservato.
Turano ha poi precisato che “le scuole sono di proprietà dei Comuni e delle ex Province, dunque sono gli enti locali a dover intervenire, perché se la Regione decidesse di mettere un impianto refrigerante in una scuola ora, non lo potrebbe fare”.
Sul fronte degli interventi futuri, l’assessore ha annunciato: “Con il presidente della Regione ci faremo promotori di un intervento con il Gestore dei Servizi Energetici per cercare tutte le soluzioni possibili per ammodernare anche con impianti di condizionamento gli edifici scolastici. Stiamo già pensando ad un piano straordinario, ma serviranno delle risorse insieme alla collaborazione degli enti locali”.