Sono diverse le auto in fila ai distributori Eni di tutta Italia, dove da oggi è entrato in funzione il price cap deciso dalla compagnia petrolifera, partecipata dallo Stato, per i carburanti commercializzati da Enilive. Il tetto è fissato a 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina.
File si sono formate anche nei distributori Eni presenti a Sciacca. La misura riguarda tutti i distributori Eni ed Enilive e si applica esclusivamente al self service. È collegata all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore e, per il momento, resterà attiva per 30 giorni, con la possibilità di una proroga fino alla fine dell’anno.
Il tetto deciso da Eni ha provocato sin dalle prime ore di oggi una corsa al rifornimento in diverse zone d’Italia. In alcuni casi, alcuni distributori hanno esaurito le scorte di benzina.
Sul provvedimento è intervenuta anche Federconsumatori. “Pur apprezzando lo sforzo, non ci uniremo al coro di chi elogia e ringrazia le ‘povere’ compagnie petrolifere che si tagliano i guadagni dopo essersi arricchite per mesi sulle tasche degli automobilisti”, fa sapere l’associazione in una nota.
“L’Osservatorio nazionale Federconsumatori ha infatti calcolato che dall’inizio del conflitto è stato applicato un sovrapprezzo medio pari a +20,48 centesimi sulla benzina e +19,47 centesimi sul gasolio”.
I prezzi per la benzina sono bloccati a 1,990 euro al litro, mentre il diesel oscilla tra i 2,190 euro al litro del self e i 2,400 euro del servito.
Dopo Eni, anche Socar, azienda energetica dell’Azerbaigian presente in Italia attraverso la controllata Italiana Petroli (Ip), ha annunciato di voler istituire un tetto massimo ai prezzi di benzina e diesel.