La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 15597/2020 ha fissato un principio importante per tutti i contribuenti. Chi segue in buona fede le istruzioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate non può essere sanzionato anche se quelle indicazioni si rivelano errate. La vicenda riguarda una società che aveva superato il limite annuale di compensazione dei crediti IVA basandosi sulla Risoluzione n. 218/E del 2003. Quel documento escludeva dal computo del plafond i crediti trimestrali da liquidazioni periodiche. Poi l'Agenzia ha contestato il superamento del limite.
La Cassazione ha distinto tra obbligo tributario e sanzioni. Per il tributo, le circolari non sono fonti del diritto quindi la società deve restituire l'eccedenza. Per le sanzioni invece il contribuente che ha agito secondo le indicazioni ufficiali è tutelato. La Risoluzione aveva generato un affidamento oggettivo e tutelabile. Non possono essere irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori a chi si è conformato a quegli atti anche se poi modificati.
L'Agenzia aveva cercato di correggere il tiro con un comunicato stampa del 2004 ma la Cassazione ha respinto questa difesa. Un comunicato stampa è un atto sottordinato rispetto alle risoluzioni e non può cancellare l'affidamento già consolidato. Le norme a protezione del contribuente sono l'articolo 6 comma 2 del d.lgs. 472/1998 e l'articolo 10 comma 2 dello Statuto del contribuente.
Quali sono le conseguenze pratiche
Il debito d'imposta resta dovuto ma senza sanzioni né interessi moratori. È fondamentale conservare copia delle circolari e risoluzioni su cui si sono basate le proprie scelte fiscali. In caso di contestazione questi documenti diventano la prova della buona fede e del legittimo affidamento. La pronuncia offre una bussola per orientarsi tra norme complesse e indicazioni amministrative a volte contraddittorie. Il principio di tutela dell'affidamento è sancito dalla legge 212/2000 che stabilisce che non sono irrogate sanzioni se il contribuente si adegua a indicazioni ufficiali. Questo vale anche per interpelli e circolari interpretative. La decisione conferma l'importanza di una collaborazione leale tra fisco e contribuente. Ogni anno migliaia di aziende si affidano alle istruzioni dell'Agenzia per gestire adempimenti complessi. Senza questa protezione il rischio di subire sanzioni per errori altrui sarebbe insostenibile.