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Assegno di mantenimento e tasse: come sfruttare la deduzione nel 730

Di Giacomo Cascio
Assegno di mantenimento per ex coniuge, risparmio fiscale con deduzione nel modello 730

Quando un giudice stabilisce un assegno di mantenimento per l'ex coniuge, chi lo versa può ottenere un vantaggio fiscale concreto. Non si tratta di una detrazione, ma di una deduzione dal reddito imponibile, che riduce la base su cui calcolare le imposte. Questo meccanismo, se conosciuto e applicato correttamente, può portare a un risparmio significativo, specialmente per chi corrisponde importi elevati.

Per usufruire della deduzione nel modello 730, bisogna compilare il rigo E22 del quadro E, dedicato agli oneri deducibili. Qui vanno inseriti il codice fiscale dell'ex coniuge e l'importo effettivamente versato nell'anno di riferimento. Attenzione: non conta quanto stabilito teoricamente dal giudice, ma solo il pagamento realmente effettuato. Un errore comune è includere la quota destinata ai figli, che invece non è deducibile. Se il provvedimento unifica le due voci, occorre distinguere la parte per il coniuge, riportata nel modulo, da quella per i figli, da escludere. Sbagliare questo calcolo può portare a controlli fiscali e alla richiesta di somme indebitamente dedotte.

Figli a carico: le opportunità da non perdere

Anche se l'assegno per i figli non è deducibile, esistono altre agevolazioni. I figli possono comunque essere dichiarati fiscalmente a carico, a prescindere dal mantenimento versato e dalla residenza. Dal marzo 2022, l'Assegno Unico Universale ha sostituito le vecchie detrazioni per i minori fino a 21 anni. Tuttavia, per i figli tra i 21 e i 30 anni le detrazioni IRPEF restano valide, a patto che il figlio non superi la soglia di reddito per l'autonomia economica. In questo caso, il genitore che paga il mantenimento può includerli nel proprio 730 come carico fiscale.

Ripartizione della detrazione tra genitori

Un aspetto spesso trascurato riguarda la percentuale di detrazione spettante. In caso di separazione o divorzio con entrambi i genitori viventi, la regola generale prevede una ripartizione al 50% ciascuno. Tuttavia, i genitori possono accordarsi per attribuire il 100% al genitore con il reddito più alto, che altrimenti potrebbe non beneficiare pienamente dello sconto per insufficienza d'imposta. Se uno dei due genitori è deceduto, l'altro ha diritto alla detrazione intera per i figli fiscalmente a carico. Conoscere queste dinamiche è essenziale per ottimizzare il saldo finale della dichiarazione.

Per approfondire le norme fiscali, si può consultare il sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate o leggere voci enciclopediche come Deduzione fiscale su Wikipedia. Una corretta pianificazione evita errori e massimizza i risparmi.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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