Assegno Unico, spesa 9,9 miliardi nonostante calo beneficiari · Risoluto
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Assegno Unico, beneficiari in calo a 9,6 milioni ma spesa Inps sale a 9,9 miliardi nel primo semestre 2026

Di Giacomo Cascio
Grafico e calcolatrice su scrivania: analisi dei dati Assegno Unico 2026, beneficiari in calo e spesa Inps in aumento

Nel primo semestre del 2026, l'assegno unico e universale ha raggiunto circa 9,6 milioni di figli, in calo rispetto ai 9,7 milioni dello stesso periodo del 2025. Si tratta di circa 100mila beneficiari in meno. Anche i nuclei familiari percettori sono diminuiti di quasi 50mila unità.

La spesa Inps cresce nonostante il calo dei beneficiari

Nonostante la riduzione della platea, la spesa sostenuta dall'Inps è aumentata. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati erogati 9,9 miliardi di euro, contro i 9,8 miliardi del 2025. Questo incremento è dovuto principalmente alla rivalutazione annuale dell'assegno, che adegua gli importi al costo della vita. L'adeguamento è stato dello 0,8% nel 2025 e dell'1,4% nel 2026, con conseguente aumento sia degli importi sia delle soglie Isee.

A giugno 2026, l'importo medio per figlio è salito a 175 euro al mese, rispetto ai 170 euro di giugno 2025. L'importo base per chi non presenta l'Isee o supera la soglia massima è di circa 58 euro per figlio, mentre per le famiglie con Isee più basso può arrivare a circa 227 euro con le maggiorazioni. L'importo medio mensile per richiedente è passato da 274 euro nel 2025 a 278 euro nel primo semestre 2026.

Maggiorazioni e Isee, cosa determina l'importo effettivo

L'importo percepito non dipende solo dall'Isee. Sono previste maggiorazioni per nuclei numerosi, genitori che percepiscono la Naspi, figli con disabilità, madre under 21 e, per i minorenni, presenza di entrambi i genitori con reddito da lavoro. Questi elementi possono aumentare l'importo base della fascia di appartenenza.

Per quanto riguarda i pagamenti di settembre 2026, l'Inps ha stabilito due finestre. Tra lunedì 21 e martedì 22 settembre vengono accreditate le somme alle famiglie che già percepiscono la prestazione, non hanno presentato una nuova domanda e non hanno registrato variazioni. Nell'ultima settimana di settembre, invece, sono previsti i versamenti per le nuove richieste fatte a luglio e per i casi con variazioni di Isee o del nucleo familiare.

Un aspetto cruciale riguarda l'Isee non aggiornato. Chi non ha provveduto entro giugno 2026, da marzo vede l'assegno ridotto all'importo minimo. Senza aggiornamento nei termini, non è possibile recuperare gli arretrati, con il rischio di perdere centinaia di euro. È quindi fondamentale verificare la propria posizione per non incorrere in decurtazioni.

Infine, dal prossimo anno l'assegno unico sarà nuovamente rivalutato in base all'inflazione. L'adeguamento riguarderà sia gli importi sia le soglie Isee. A settembre 2026, l'Istat ha indicato un'inflazione acquisita del 2,9%, ma la percentuale definitiva sarà stabilita con un provvedimento ministeriale. Per rimanere informati sulle novità normative, si può consultare la sezione notizie giuridiche di Brocardi.it.

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio

CEO

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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