Un automobilista percorre una strada a doppio senso di circolazione e supera di poco il limite di velocità. Non c'è nessuna pattuglia, nessun posto di blocco, nessun agente che lo ferma. Dopo alcune settimane, però, nella cassetta della posta arriva un verbale per eccesso di velocità. La domanda sorge spontanea. Se l'autovelox era posizionato per controllare l'altro senso di marcia, come ha potuto rilevare la velocità? E soprattutto, quella multa è davvero legittima? La risposta non è univoca e dipende da due condizioni tecniche e amministrative che molti conducenti ignorano. Capirle può fare la differenza tra pagare a testa bassa e presentare un ricorso destinato a vincere.
Serve un apparecchio bidirezionale
Il primo requisito è di natura squisitamente tecnica. Non tutti gli autovelox sono in grado di misurare la velocità e leggere le targhe in entrambe le direzioni. Solo i modelli bidirezionali possono farlo. Gli apparecchi unidirezionali, al contrario, rilevano esclusivamente il traffico del senso di marcia per il quale sono stati installati. Chi transita sulla corsia opposta davanti a un dispositivo unidirezionale non può quindi ricevere una multa per eccesso di velocità da quell'apparecchio. Lo stesso vale per chi effettua un sorpasso invadendo l'altra corsia. Attenzione, però, a non confondere i piani. Il sorpasso vietato o pericoloso resta sanzionabile in base al Codice della Strada, indipendentemente dalla presenza dell'autovelox. Il fatto che l'apparecchio non possa misurare la velocità non rende lecita una manovra che la legge vieta.
Il decreto prefettizio e la Cassazione
Il secondo aspetto riguarda l'autorizzazione a multare senza fermare il conducente. Su autostrade e strade extraurbane principali la rilevazione a distanza è consentita direttamente dalla legge. Sulle strade urbane di scorrimento e sulle extraurbane secondarie, invece, serve un decreto del Prefetto che individui con precisione il tratto in cui le forze dell'ordine possono sanzionare senza contestazione immediata. Lo prevede l'articolo 4 del decreto legge n. 121 del 2002. Il punto è che la norma non obbliga il Prefetto a indicare anche il senso di marcia nel provvedimento. Quando il decreto tace, la Corte di Cassazione, con le ordinanze n. 23726/2018 e n. 30323/2018, ha stabilito che il rilevamento può avvenire su entrambi i lati della strada e la multa resta valida. Ci sono però due condizioni da rispettare. L'apparecchio deve essere effettivamente bidirezionale e la postazione deve essere segnalata in anticipo e ben visibile in tutti e due i sensi di marcia, come impone l'articolo 142, comma 6-bis, del Codice della Strada. Se manca il cartello di preavviso sulla corsia da cui proveniva l'automobilista multato, il verbale può essere contestato.
Quando il verbale è illegittimo
La situazione si ribalta completamente se il decreto prefettizio indica espressamente un solo senso di marcia o una sola carreggiata. In questo caso l'autovelox che rileva le auto sul lato opposto non è coperto da alcuna autorizzazione. Il verbale diventa così affetto da quella che i giudici chiamano illegittimità derivata. Viene meno, infatti, la deroga che permette di non contestare subito la violazione al conducente. Non solo. Secondo la Cassazione, sentenza n. 12309/2019, nemmeno eventuali note chiarificatrici dell'amministrazione possono sanare il problema in un secondo momento. Questo orientamento è stato poi confermato dall'ordinanza n. 15760/2020. Chi riceve una multa in queste condizioni ha due strade. Il ricorso al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del verbale, oppure il ricorso al Prefetto entro 60 giorni.
Dove trovare il decreto prefettizio
Resta una domanda pratica. Come si fa a sapere cosa c'è scritto nel decreto? Il documento si trova sul sito ufficiale della Prefettura, nell'area dedicata all'Ufficio Territoriale del Governo competente per la zona in cui è stata elevata la multa, all'interno della sezione Amministrazione Trasparente. Il consiglio è di partire dal verbale stesso, perché gli estremi del provvedimento devono obbligatoriamente essere riportati. Con quei dati è facile individuare il decreto giusto e verificare se indica davvero un unico senso di marcia. Un avvertimento finale. Se il testo non specifica nulla, le probabilità di vincere il ricorso si riducono drasticamente, proprio alla luce delle pronunce della Cassazione del 2018. Prima di impugnare, dunque, è bene leggere con attenzione il provvedimento e verificare la segnaletica presente sulla strada. Per approfondire i profili sanzionatori e le novità del Codice della Strada, è utile consultare le notizie giuridiche aggiornate e le norme del Codice della Strada.