Il Senato ha dato il via libera unanime al disegno di legge n. 287, presentato dalla senatrice Daniela Sbrollini, che punta a trasformare l'esercizio fisico in una vera e propria prescrizione terapeutica riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento, ora all'esame della Commissione, prevede la possibilità di detrarre fiscalmente le spese sostenute per attività motorie indicate da un medico per patologie specifiche come diabete di tipo 2, obesità, malattie cardiovascolari, respiratorie e muscolo-scheletriche.
Una ricetta medica per combattere la sedentarietà
La proposta nasce dall'esigenza di contrastare l'inattività fisica, uno dei fattori di rischio più diffusi e spesso sottovalutati. Stare seduti per gran parte della giornata, anche frequentando saltuariamente una palestra, peggiora la sensibilità all'insulina, favorisce l'ipertensione e accelera la perdita di massa muscolare. Secondo il rapporto congiunto di Organizzazione mondiale della sanità e Ocse, portare la popolazione europea a 150 minuti settimanali di attività moderata potrebbe prevenire, entro il 2050, circa 11,5 milioni di nuovi casi di malattie non trasmissibili, inclusi quasi 4 milioni di patologie cardiovascolari e un milione di diabete di tipo 2.
Come funzionerebbe la prescrizione dell'attività fisica
Con il Ddl 287, il medico di famiglia, il pediatra o lo specialista potrebbero indicare tipo, intensità, durata e frequenza dell'esercizio, proprio come per un dosaggio farmacologico. Per i diabetici si punterebbe su camminata veloce, cyclette e lavori di forza distribuiti nella settimana. Per chi è obeso, il percorso inizierebbe in modo graduale, considerando peso e complicanze come apnea notturna o problemi cardiaci. Negli anziani, gli esercizi di equilibrio diventerebbero centrali per prevenire cadute e fragilità.
Benefici concreti su diabete e obesità
Nel diabete di tipo 2, l'attività muscolare migliora l'utilizzo del glucosio e la sensibilità all'insulina, con effetti già dopo una singola sessione, ma la continuità è essenziale. L'esercizio aerobico sostiene il controllo glicemico e cardiovascolare, mentre quello contro resistenza preserva la massa muscolare. Nell'obesità, anche una perdita di peso modesta, se accompagnata da movimento regolare, riduce il grasso viscerale e migliora pressione e capacità respiratoria. Il movimento non sostituisce le terapie farmacologiche ma può potenziarne l'efficacia.
Detrazione fiscale, cosa manca ancora
Il nodo cruciale è l'agevolazione economica. L'obiettivo è evitare che l'esercizio terapeutico sia un privilegio per chi può permettersi palestre o personal trainer. Restano da definire percentuale detraibile, tetto di spesa, strutture autorizzate e documentazione necessaria. Attenzione a non confondere questa futura misura con l'attuale detrazione per lo sport dei ragazzi tra 5 e 18 anni, che segue regole diverse. Il Ddl non è ancora legge e, secondo la scheda del Senato al 3 giugno 2026, è ancora in esame parlamentare, quindi nessuna detrazione è realmente utilizzabile in dichiarazione.
Prospettive per i cittadini
Se approvato in via definitiva, il medico di famiglia diventerebbe il primo punto di accesso a un percorso di esercizio strutturato, con obiettivi clinici verificabili. Perché la riforma non resti sulla carta, servono strutture territoriali, personale qualificato e risorse per sostenere i redditi più bassi. La sfida è riconoscere che la prevenzione può partire da una camminata quotidiana o da un esercizio di forza, purché appropriato, accessibile e continuativo.