Gesti scaramantici in pubblico: multa fino a 309 euro · Risoluto
10

Gesti scaramantici in pubblico: fino a 309 euro di multa secondo la legge italiana

Di Giacomo Cascio
Gesto scaramantico mano con corna sfortuna multa legge italiana 309 euro

In Italia il rapporto con la scaramanzia è quasi viscerale. Toccarsi per scacciare la sfortuna, fare le corna o toccare ferro sono gesti che molti compiono istintivamente. Tuttavia, quando questi automatismi si verificano in luoghi pubblici, si rischia una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 309 euro. La normativa di riferimento, l'articolo 726 del codice penale, punisce i comportamenti contrari alla pubblica decenza, depenalizzati ormai da alcuni anni ma ancora validi come illecito amministrativo.

L'articolo 726 del codice penale e la depenalizzazione

L'articolo 726 del c.p. sanziona chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, tenga condotte contrarie alla pubblica decenza. Con la depenalizzazione, queste violazioni non costituiscono più reato penale ma illecito amministrativo, gestito dalla Prefettura. Il cambiamento ha snellito il sistema, ma non ha reso leciti i gesti scaramantici plateali. La norma resta in vigore, e chi viene sorpreso a toccarsi in modo evidente per superstizione può ricevere un verbale dalle forze dell'ordine.

Importo della multa e procedura di contestazione

La sanzione pecuniaria va generalmente da 51 a 309 euro, anche se alcune fonti citano un minimo di 31 euro. Dopo l'accertamento, Polizia, Carabinieri o Polizia Municipale redigono un verbale trasmesso alla Prefettura competente, che emette l'ordinanza con l'importo definitivo. Il cittadino ha 30 giorni dalla notifica per presentare opposizione davanti al Giudice di Pace, ai sensi della legge 689 del 1981. Nel ricorso si possono contestare errori di identificazione, mancanza di prove o vizi formali del verbale. È importante distinguere questa fattispecie dagli atti osceni (art. 527 c.p.), che hanno conseguenze più severe e richiedono una connotazione sessuale esplicita.

La posizione della Cassazione e i luoghi pubblici

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8389 del 2008, ha stabilito che la credenza popolare non giustifica comportamenti maleducati in pubblico. Ciò che conta è l'effetto del gesto su chi assiste, non l'intenzione scaramantica. Se il gesto genera disagio o disgusto, l'illecito si configura. Inoltre, il concetto di luogo pubblico è ampio: include strade, piazze, ma anche spazi privati visibili dall'esterno, come un balcone affacciato sulla via o un'auto con finestrini trasparenti. Anche un gesto scaramantico sul proprio balcone, se notato da passanti, può essere sanzionato. La discrezione resta la regola d'oro: ciò che è lecito tra le mura domestiche diventa rischioso appena ci si espone al pubblico.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

Tutti gli articoli
📬 Newsletter Risoluto

Le notizie che contano, ogni mattina nella tua casella.

Niente spam, solo cronaca, politica e cultura della Sicilia che dovresti conoscere.