Un recente intervento della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto delicato in materia di diritti patrimoniali tra ex coniugi. Con l'ordinanza n. 20132 del 18 luglio 2025, la Suprema Corte ha stabilito che il diritto dell'ex coniuge divorziato a percepire una quota del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato durante il matrimonio può venire meno qualora il lavoratore abbia destinato il proprio TFR a una forma di previdenza complementare prima dell'instaurazione del giudizio di divorzio.
La natura del TFR e la trasformazione in contributo previdenziale
Il TFR, quando rimane presso il datore di lavoro o confluisce nel Fondo Tesoreria INPS, mantiene la sua natura di indennità di fine rapporto. Tuttavia, se il lavoratore sceglie di trasferire le somme accantonate a un fondo pensione, queste perdono la qualificazione originaria e assumono una natura previdenziale. Di conseguenza, non sono più immediatamente riconducibili alla liquidazione spettante alla cessazione del rapporto, e possono restare estranee alla pretesa dell'ex coniuge titolare di assegno divorzile.
Il fattore temporale: quando la scelta diventa decisiva
Secondo la Cassazione, il momento in cui avviene il trasferimento è cruciale. Se il TFR viene destinato a un fondo pensione prima dell'avvio della crisi coniugale o comunque prima del divorzio, tale scelta appare difficilmente contestabile. Al contrario, un trasferimento effettuato quando la procedura divorzile è già iniziata potrebbe essere considerato un tentativo di sottrarre somme alle pretese dell'ex coniuge, e quindi essere oggetto di contestazione. La pronuncia non elimina in via generale il diritto alla quota di TFR, ma ne delimita l'operatività nei casi di previdenza complementare.
Le novità dal 1° luglio 2026
Il tema è destinato ad assumere ulteriore rilievo con le modifiche annunciate a partire dal 1° luglio 2026. Per i neoassunti, il TFR potrebbe essere automaticamente destinato a una forma di previdenza complementare individuata dalla contrattazione collettiva, salva diversa scelta del lavoratore entro il termine previsto. Questo meccanismo potrebbe rendere più frequente la canalizzazione del TFR verso fondi pensione, con effetti indiretti anche sui rapporti patrimoniali tra ex coniugi. La questione centrale resta quindi stabilire quando e con quale finalità sia stata compiuta la scelta di conferimento al fondo pensione.
Per approfondire, si può consultare la definizione di Trattamento di Fine Rapporto su Wikipedia o il testo integrale dell'ordinanza su siti giuridici autorevoli. In ogni caso, la Cassazione ha offerto un importante punto di riferimento per evitare abusi e tutelare i diritti di entrambi i coniugi.