Successione blocco conto, bollette scoperte, come evitare · Risoluto
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Utenze dopo un decesso, la banca blocca il conto e le bollette restano scoperte, come evitare sorprese

Di Giacomo Cascio
Conto corrente bloccato dopo un decesso, con bollette di luce, gas e telefono in sospeso sul tavolo

Quando muore un familiare, tra i mille pensieri pratici da affrontare c'è anche quello delle utenze domestiche domiciliate sul suo conto corrente. Molti eredi danno per scontato che luce, gas e telefono continuino a essere saldati come prima, ma non è sempre così. La normativa italiana prevede un meccanismo di cautela che può portare al congelamento del conto, e capirlo subito può evitare brutte sorprese come il distacco della fornitura o il pagamento di abbonamenti inutili per mesi.

Il blocco del conto è una conseguenza diretta della legge

Appena una banca riceve la notizia della morte del correntista, fa scattare le procedure previste per la gestione della successione. Questo passaggio è quasi automatico, non un capriccio dell'istituto di credito. La legge impone cautele precise a tutela di tutti gli eredi. In particolare, l'articolo 48, comma 4, del Decreto Legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, il Testo Unico sulle successioni e donazioni, stabilisce che i debitori del defunto, e la banca lo è nei confronti degli eredi, non possono liquidare somme o disporre pagamenti finché non viene fornita la prova che la dichiarazione di successione è stata presentata. È da questa norma che nasce, nella pratica quotidiana, il cosiddetto congelamento del conto.

Le politiche bancarie variano, ma il rischio è concreto

Detto questo, il blocco non è quasi mai totale e istantaneo per ogni singola operazione. Molti istituti, nei primi tempi successivi alla comunicazione del decesso, lasciano correre gli addebiti diretti già attivi, come i RID o SDD delle utenze, proprio perché si tratta di spese correnti e non di prelievi di capitale. Altri, al contrario, scelgono di sospendere fin da subito qualunque uscita, comprese le domiciliazioni. Non esiste quindi una regola identica per tutte le banche. La prassi varia da istituto a istituto, e persino da filiale a filiale, a seconda dei tempi tecnici di gestione della pratica.

Perché le bollette possono restare scoperte

Proprio per questa disomogeneità, dare per certo che luce, gas, acqua o canone telefonico continuino a essere pagati in automatico è un errore che si paga caro. Se la banca decide di interrompere l'operatività del conto, gli addebiti programmati semplicemente non partono più, e il fornitore del servizio si ritrova con una fattura insoluta. Da lì nascono solleciti, e nei casi più sfortunati anche l'interruzione della fornitura, con tutti i disagi che ne conseguono per chi continua ad abitare nell'immobile. È bene sapere, inoltre, che il blocco del conto non impedisce alle somme di entrare. Bonifici, pensioni residue o accrediti vari continuano regolarmente ad affluire, mentre è sul fronte delle uscite che si concentra l'incertezza.

Le verifiche da fare nei primi giorni

Proprio perché la situazione non è uniforme, il consiglio pratico più utile è muoversi in fretta, senza aspettare che arrivi un sollecito a far scattare l'allarme. Vale la pena chiamare la propria banca per capire quale sia la politica adottata sul conto del defunto, e contestualmente contattare uno per uno i fornitori delle utenze domiciliate. Tra le voci che meritano un controllo immediato ci sono le bollette di luce, gas e acqua, la telefonia fissa e mobile con relativa connessione internet, le eventuali spese condominiali addebitate in automatico e i canoni di abbonamenti digitali o assicurativi con rinnovo periodico. Un controllo tempestivo consente di scegliere consapevolmente se mantenere attiva la fornitura, magari a nome di chi continuerà a vivere in quella casa, oppure se disdirla del tutto.

L'illusione che tutto proceda da solo è l'insidia maggiore

L'insidia maggiore, in questa fase già delicata dal punto di vista emotivo, è proprio l'illusione che la macchina burocratica e bancaria funzioni in automatico senza bisogno di alcun intervento umano. Non è così. Gli eredi devono farsi parte attiva, verificando conto per conto e utenza per utenza cosa sta effettivamente accadendo. Capita spesso, per esempio, che vengano dimenticati abbonamenti a piattaforme streaming, polizze assicurative o servizi online sottoscritti dal defunto, che continuano silenziosamente a generare addebiti finché qualcuno non se ne accorge, magari mesi dopo, scorrendo un vecchio estratto conto. Una ricognizione completa e tempestiva di tutti i pagamenti ricorrenti resta quindi il modo più sicuro per non trovarsi, a distanza di tempo, a dover gestire debiti inattesi o servizi mai utilizzati, ma comunque pagati.

GC

Giacomo Cascio

Giacomo Cascio — Editore di Risoluto.it. Fondatore di Blue Owl, agenzia di marketing locale in Sicilia e ideatore del Metodo Autorità Locale.

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