Un egiziano residente a Sciacca è stato destinatario della misura cautelare del divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico all'ex compagna. La Procura della Repubblica di Sciacca, all'esito delle indagini, aveva chiesto gli arresti domiciliari e in subordine il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.
Il gip presso il Tribunale di Sciacca, condividendo le risultanze investigative e la richiesta formulata dalla procura, ha emesso nei confronti dell'indagato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, con le particolari modalità di controllo previste dalla legge mediante l'utilizzo del cosiddetto braccialetto elettronico.
Le indagini avrebbero consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine a un episodio di lesioni personali aggravate, nel corso del quale l'indagato avrebbe avvicinato l'ex compagna mentre si trovava in strada, sputandole addosso e colpendola con un pugno alla tempia. La vittima, a seguito dell'aggressione, sarebbe caduta a terra perdendo conoscenza e riportando un trauma cranico non commotivo e un trauma contusivo alla spalla destra, giudicati guaribili in 15 giorni.
L'attività investigativa, supportata dalle dichiarazioni della persona offesa e da interventi e segnalazioni alle forze dell'ordine, avrebbe inoltre fatto emergere un quadro indiziario caratterizzato da reiterate condotte vessatorie poste in essere dall'indagato nel corso della relazione sentimentale.
In particolare, sarebbero stati documentati continui atteggiamenti aggressivi e offensivi, consistiti in ingiurie, minacce anche di morte, percosse e aggressioni fisiche che avrebbero ingenerato nella vittima un perdurante stato di paura e sofferenza, rendendo la convivenza particolarmente gravosa e mortificante.
Nel corso delle indagini è inoltre emerso il concreto pericolo di inquinamento probatorio, poiché la persona offesa sarebbe stata indotta a rimettere la querela a causa dell'atteggiamento intimidatorio assunto dall'indagato nei suoi confronti.
Alla luce della gravità delle condotte contestate, della loro reiterazione nel tempo e delle esigenze cautelari ravvisate, il gip ha ritenuto necessario applicare la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con controllo elettronico, al fine di tutelarne l'incolumità e prevenire la reiterazione di condotte della stessa natura.