Lunedì 31 agosto ultimo giorno di lavoro per la marineria di Sciacca. Poi scatterà il fermo di pesca di un mese e rimarranno in porto una novantina di motopesca.
I pescatori avrebbero voluto un rinvio di un mese per continuare a lavorare a settembre in un periodo di buona vendita del pesce, ma non c'è stato niente da fare.
“Non è stato giusto non avere accolto le nostre istanze – dice il presidente della cooperativa di pesca Madonna del Soccorso di Sciacca, l’armatore Salvatore Scaduto – perché siamo reduci da mesi di grande crisi. Mi riferisco, in particolare, a quelli di inizio anno che ci hanno costretto a rimanere fermi per la mucillagine e per l’alto costo del gasolio. Adesso che avevamo ripreso a lavorare ci bloccano non accogliendo le nostre istanze che erano finalizzate a uno slittamento del fermo almeno di un mese”.
La decisione di non accogliere la richiesta di uno slittamento è stata romana. Scaduto lo sottolinea: “La Regione lo aveva chiesto al ministero – dice – che però non ha voluto prenderla in considerazione. Per noi sarebbe stato importante lavorare a settembre nonostante un costo del gasolio di 1,5 centesimi che è fortemente penalizzante. Lo scorso anno abbiamo lavorato anche con il gasolio per la pesca a 60 centesimi. Purtroppo, dobbiamo fermarci e sperare in una ripresa migliore rispetto a quella che prevediamo ad ottobre”.
Scaduto sostiene che ormai gli operatori del settore sono sfiduciati. “Se aprissero adesso – dice - alla possibilità di demolizione dei natanti dubito che a Sciacca ci sarebbero armatori propensi a continuare l’attività. Siamo stretti in una morsa di alti costi e scarse entrate”.