Maggio e giugno 2026 sono stati mesi difficili per bar, ristoranti e negozi di Sciacca, presi di mira da una serie di furti. Ad interromperli è stato l'intervento del locale Commissariato di polizia che ha bloccato Marco Catanzaro, di 28 anni, saccense, per il quale adesso è stato disposto il giudizio immediato.
Il giovane ha confessato al giudice anche ulteriori furti, che non gli venivano contestati. Uno dei furti contestati a Catanzaro, che è difeso dall'avvocato Mauro Tirnetta, è del 21 giugno scorso, ai danni di un’azienda agricola di Sciacca, dalla quale sono stati portati via due soffiatori e un decespugliatore. Per questo risponde in concorso con Makrem Hamrouni, di 37 anni, tunisino, residente a Sciacca, difeso dall’avvocato Fabio Di Paola.
Il 18 maggio 2026 Catanzaro avrebbe rubato da appartamenti di un unico proprietario, in via Goletta, 5 tv color, un phon, 5 ventilatori, una sedia da scrivania e altri oggetti. Il 3 giugno dal ristorante “La Lucciola” un cassetto interno del registratore di cassa che conteneva monete, un salvadanaio con 500 euro e 5 bottiglie di vino. Il 13 maggio dal negozio “Ri-patti con le tradizioni” un cassetto della cassa contenente denaro contante per un totale di 250 euro. Il 2 giugno dal ristorante “Italia” un computer portatile e una stampante. Sempre il 2 giugno, nelle stesse ore, avrebbe tentato, senza riuscirci, di introdursi nel bar “Rossi”, che si trova nell’omonima piazza, forzando la porta d’ingresso del locale utilizzando una lima di metallo arrugginita di 24 centimetri.
Il 10 novembre 2026 la prima udienza del processo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, come disposto dal gip Stefano Zammuto. Il saccense e il tunisino si trovano ai domiciliari.