Ricorso per Cassazione e si attende la fissazione dell’udienza riguardante il processo a menfitani e margheritesi accusati di tentata estorsione.
In concorso tra loro e con un’altra persona, sono accusati di avere compiuto atti idonei a costringere un uomo di Castelvetrano a presentare le dimissioni da una società che operava nel settore dei carburanti rinunciando al pagamento degli stipendi arretrati e delle altre spettanze economiche derivanti dal suo rapporto di lavoro. Il tutto, sempre secondo l’accusa, non si è poi verificato anche per la ferma opposizione del castelvetranese che il 16 luglio 2015 ha presentato denuncia ai carabinieri di Menfi.
Per il collaboratore di giustizia Vito Bucceri, di 54 anni, di Menfi, in appello pena ridotta da un anno e 4 mesi a 8 mesi. Per Pietro Campo, di 74 anni, di Santa Margherita Belice, confermati 2 anni e 6 mesi ed è stata elisa la pena pecuniaria. Per Tommaso Gulotta, di 60 anni, di Menfi, confermata la pena di un anno e 4 mesi, ma con la sospensione condizionale. Per Giuseppe Alesi, di 55 anni, di Menfi, confermati un anno, 9 mesi e 10 giorni con pena sospesa.
L’avvocato Carmelo Carrara difende Pietro Campo, mentre Vito Bucceri è assistito dall’avvocato Monica Genovese. Gli avvocati Giovanni Rizzuti e Accursio Gagliano difendono Tommaso Gulotta e l’avvocato Luigi La Placa assiste Giuseppe Alesi.
Il processo rientra tra i filoni giudiziari scaturiti dall’operazione “Opuntia”.