La crisi interna alla Democrazia Cristiana si arricchisce di un nuovo capitolo.
Il Collegio dei Probiviri ha dichiarato nulle, invalide e inefficaci le sospensioni disposte da Gianpiero Samorì nei confronti del segretario nazionale Carmelo Pace e del presidente del Consiglio nazionale Renato Grassi, disponendo il ripristino delle rispettive funzioni.
La Democrazia Cristiana resta al centro di un duro confronto interno, ma la decisione assunta il 15 ottobre 2026 dal Collegio dei Probiviri segna un nuovo passaggio nella controversia sulla legittimità degli organi dirigenti del partito.
A comunicarlo è stato Carmelo Pace, che ha riferito come l'organo di garanzia abbia accertato la «carenza assoluta di poteri» in capo a Gianpiero Samorì, vicesegretario facente funzioni, in relazione ai provvedimenti di sospensione adottati nei confronti dello stesso Pace e di Renato Grassi.
Le sospensioni, deliberate il 13 ottobre, erano state motivate da presunte violazioni dello statuto e da contestazioni sulla legittimità degli organismi dirigenti.
In particolare, l'area vicina a Samorì aveva messo in discussione la validità dell'elezione di Pace, sostenendo che il Consiglio nazionale che aveva proceduto alla sua nomina non fosse più legittimato a operare.
Con la pronuncia del Collegio dei Probiviri, i provvedimenti sono stati dichiarati nulli, invalidi e inefficaci, con la conseguente necessità di ripristinare le funzioni del segretario nazionale e del presidente del Consiglio nazionale.
Pace ha accolto con soddisfazione la decisione, rivendicando la correttezza del proprio operato e la legittimità del percorso che lo ha portato alla guida della DC.
«Non ho mai nutrito dubbi sulla legittimità del percorso intrapreso e sulla necessità di tutelare il Partito, le sue regole e i suoi organismi», ha dichiarato, sottolineando l'esigenza di garantire piena operatività, stabilità organizzativa e continuità politica.
Il segretario nazionale ha inoltre espresso amarezza per la confusione comunicativa generatasi negli ultimi giorni, auspicando che la vicenda possa essere definitivamente superata nell'interesse del partito e della sua comunità politica.
Lo scontro, tuttavia, si inserisce in una contrapposizione più ampia tra le diverse componenti della Democrazia Cristiana, che coinvolge gli equilibri nazionali, la gestione delle strutture territoriali e il peso dell'area politica vicina a Totò Cuffaro.
La Sicilia rappresenta uno dei principali terreni del confronto, anche alla luce delle decisioni organizzative assunte da Pace, che aveva disposto la decadenza dei commissari regionali e assunto ad interim la guida della struttura siciliana.
La decisione dei Probiviri interviene dunque sul caso delle sospensioni, ma resta da verificare se riuscirà a favorire una ricomposizione della frattura interna.
Il confronto tra le diverse componenti continua infatti a investire la legittimità degli organismi dirigenti e l'interpretazione delle norme statutarie.
La pronuncia dell'organo di garanzia rappresenta un passaggio importante nella disputa interna, ma la tenuta degli equilibri del partito dipenderà dalla capacità delle parti di superare le contrapposizioni e ristabilire una gestione condivisa.
In assenza di un'intesa, il conflitto potrebbe proseguire nelle sedi interne o approdare davanti alle autorità giudiziarie competenti.