Il prossimo 4 ottobre Susan Sarandon spegnerà 80 candeline. Ma l'attrice americana, nata a New York nel 1946, non è solo una delle interpreti più apprezzate di Hollywood. È anche una militante instancabile, capace di finire in manette pur di difendere le proprie idee. L'ultimo episodio risale allo scorso 24 settembre, quando è stata ammanettata e portata via dalla polizia insieme ad altre cento persone durante una manifestazione contro Benjamin Netanyahu, in occasione del suo intervento all'assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. La Sarandon si era rifiutata di liberare la strada, come atto di disobbedienza civile.
Una lunga storia di arresti per cause civili
Non è la prima volta che l'attrice finisce in stato di fermo. Il primo arresto risale al 1982, sempre a New York, mentre protestava contro la demolizione del celebre Morosco Theatre di Broadway. Diciassette anni dopo, nel 1999, è stata arrestata insieme all'allora compagno Tim Robbins durante una manifestazione contro la polizia. Nel 2018 il fermo è avvenuto durante una protesta contro le politiche migratorie di Donald Trump, e nel 2023 per la battaglia a favore di un salario equo per i camerieri dello Stato di New York. Pacifista ed ecologista, da sempre in prima linea per i diritti degli omosessuali e schierata al fianco dei palestinesi, Susan Sarandon ha fatto della militanza una seconda vita.
Da Broadway al grande schermo, una carriera costellata di successi
Il suo nome completo è Susan Abigail Tomalin, ma Sarandon è il cognome dell'ex marito Chris. Ha collezionato cinque candidature al Premio Oscar, oltre a nomination ai Golden Globe e agli Emmy. Nel 1996 ha vinto la statuetta come miglior attrice protagonista per Dead Man Walking - Condannato a morte, diretto da Tim Robbins. Di origini in parte italiane da parte di madre, Susan è ribelle e anticonformista fin dall'adolescenza, quando manifestava contro la guerra del Vietnam. L'esordio al cinema è del 1970 con La guerra del cittadino Joe, seguito l'anno successivo da La mortadella di Mario Monicelli, che la fece conoscere anche in Italia. La grande occasione arriva nel 1974 con Prima pagina di Billy Wilder, e l'anno dopo con The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman.
Film iconici e collaborazioni prestigiose
Tra i tanti film della sua filmografia ricordiamo Pretty Baby di Louis Malle, con cui iniziò una relazione dopo il divorzio dal marito, Miriam si sveglia a mezzanotte di Tony Scott, con David Bowie, Le streghe di Eastwick di George Miller, Thelma & Louise di Ridley Scott, L'olio di Lorenzo di George Miller, Il cliente di Joel Schumacher e Piccole donne di Gillian Armstrong. Nel 1986 inizia una convivenza ventennale con Tim Robbins, che la dirige in Dead Man Walking e in Il prezzo della libertà. Seguono Due amiche esplosive di Bob Dolman, con la figlia Eva, Elizabethtown di Cameron Crowe, Romance & Cigarettes di John Turturro, Amabili resti di Peter Jackson, Wall Street - Il denaro non dorme mai di Oliver Stone, La regola del silenzio di Robert Redford, Nella valle di Elah di Paul Haggis e Ti presento i suoceri di Michael Jacobs. Nel 2006 ha portato la bandiera olimpica nella Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006, insieme ad altre sette donne.
Una famiglia allargata e un impegno che non si ferma
Susan Sarandon ha tre figli. Eva Amurri, nata dalla breve relazione con il regista italiano Franco Amurri, e Jack Henry e Miles, avuti da Tim Robbins. Nonostante l'età, l'attrice continua a essere un simbolo di resistenza e coerenza. Il suo compleanno sarà l'occasione per ripercorrere non solo i suoi film, ma anche le battaglie che l'hanno vista protagonista. Di recente, la sua partecipazione a manifestazioni contro le politiche israeliane ha riacceso i riflettori sul suo attivismo. E chissà che anche per gli 80 anni non ci sia qualche nuova protesta all'orizzonte.