Il beato Rosario Angelo Livatino è ufficialmente il patrono dei magistrati italiani. Il decreto del Dicastero per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, firmato oggi, 7 ottobre, riconosce il titolo al magistrato siciliano assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990.
La richiesta aveva ottenuto il sostegno unanime dei vescovi italiani. La Conferenza episcopale italiana, durante l’82ª Assemblea generale dello scorso maggio, aveva indicato Livatino come “un modello di riferimento” e “uno speciale intercessore” per i magistrati.
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha definito Livatino “autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato”, sottolineando il modo in cui seppe coniugare nell’esercizio delle sue funzioni la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica cristiana e il giudizio con la fede e la preghiera.
Livatino, assassinato a 37 anni mentre si recava al lavoro lungo la strada tra Canicattì e Agrigento, è stato beatificato ad Agrigento nel 2021. È il primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire.